GALATONE - Ieri sera, verso le ore 20.30, in Taviano, a seguito di un’articolata attività investigativa condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gallipoli, è stato tratto in arresto il latitante.
Tranquillo Filoni, nato a Galatone nel '59, pluripregiudicato, condannato per associazione di tipo mafioso ed associazione a delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Il 16 gennaio 2012, a seguito del rigetto del ricorso in Cassazione, era divenuta definitiva la sentenza di condanna emessa a suo carico nel 2009 dalla Corte d’Appello di Taranto. Pertanto, l’8 febbraio scorso, l’Ufficio Esecuzioni Penali presso la Procura Generale della Corte d’Appello di Lecce aveva emesso a carico del FILONI un ordine di carcerazione, dovendo scontare una condanna alla pena di anni 9 e mesi 6 di reclusione per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, reati consumati nelle province di Lecce e di Taranto.
Scarcerato nel giugno scorso, appena avuta notizia del passaggio in giudicato della sentenza di condanna, si era subito dato alla latitanza, allontanandosi da Galatone, suo paese d’origine, dove per molti anni è stato l’esponente di vertice della frangia locale della Sacra Corona Unita, quale affiliato al clan di Marcello Dell’Anna, pur mantenendo sempre una propria autonomia operativa che lo ha indotto a stringere intese e condurre affari con narcotrafficanti dei territori di Taranto e Gallipoli.
I poliziotti del Commissariato gallipolino erano da diversi giorni sulle sue tracce, ben conoscendo le coperture che sia parenti che amici potevano garantirgli in questo territorio. Così, attraverso una mirata e sistematica attività di osservazione e pedinamento, si riusciva ad individuare l’abitazione del centro di Taviano, sita in Via Vittorio Veneto, in cui lo stesso aveva trovato rifugio e dove saltuariamente incontrava la sua convivente. Ieri sera, circondato l’edificio, risultato occupato da qualche tempo da un familiare, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti, gli agenti facevano irruzione cogliendo di sorpresa l’uomo che si consegnava senza opporre resistenza. In tarda serata, dopo la notifica dei provvedimento a suo carico, veniva condotto nel Carcere di Lecce.















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