NARDO' - “Sono stato un anno e mezzo a S. Maria al Bagno. Sono arrivato che ero distrutto: qui ho ricominciato a vivere”.
Ha il cuore gonfio di ricordi e “grande emozione” Julius Gartner, nel ricordare al sindaco di Nardò, Marcello Risi, che gli dà un affettuoso bentornato, il periodo vissuto a S. Maria al Bagno nel campo di accoglienza allestito dagli alleati.
E’ arrivato qui nel 1945, pesava 30 chili, dopo le terribili esperienze di cinque campi di concentramento. Racconta con lucidità e con grande pacatezza le sue vicende, (“la mia storia è quella di Schindler list”) dal ghetto di Cracovia, all’arresto da parte dei nazisti. Perché cinque campi? Semplice: il diabolico meccanismo dei nazisti per occultare le tremende prove rappresentate dai campi di sterminio, li portava a spostare in massa il “materiale umano” rappresentato dagli ebrei internati, da un campo all’altro, via via che i russi, dopo Stalingrado, avanzavano. Julius è stato anche ad Auschwitz, ma solo per un giorno: fra i due vagoni, uno per la camera a gas e l’altro per un campo di lavoro, è salito sul vagone dei più fortunati ed è andato a lavorare per la fabbrica che lavorava al progetto dei V2 nazisti.
Su Julius una troupe di una produzione brasiliana, Cashcow Moovie, ha costruito un documentario, che sarà proposto alla televisione di stato e seguirà i circuiti delle sale cinematografiche: lo stanno seguendo per tutte le tappe significative della sua vita, rappresentate in una piantina di cui S. Maria è la tappa n° 9, dopo Austria e Polonia.
Appena entrato nel Museo della Memoria di S. Maria Julius ha riconosciuto diversi amici nei pannelli esposti e, con grande emozione, il fratello. Si è fermato a lungo davanti alla sua foto.
La vita di Julius si è svolta lontano da S. Maria, a San Paulo del Brasile, dove ha sposato un’italiana. Si chiamava Perla Matilde, era di Genova ed era davvero una Perla, ci racconta Julius. “Sono mezzo italiano” confessa “come i miei figli”.
Straordinaria la coincidenza della visita di Julius con le celebrazioni per il 25 aprile: ci sarà anche lui, domani, in Piazza Salandra a celebrare l’anniversario della Liberazione.
















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