NARDO' - Catastrofe “basolato” … c’è nessuno che risponde?

L’Osservatorio sulla città, intanto prende nota della deflagrazione dei silenzi (ossimoro abusato ma molto chiaro).
L’attenta, particolareggiata e sempre più cadenzata denuncia del degrado dei basoli, riportata da tutti gli organi di informazione cittadina, da qualche semestre a questa parte, getta concreti dubbi sulla situazione della gestione della cosa pubblica, qui in città. Inutile dire che questi sono i risultati di una fallace strategia di riqualificazione, partita certamente da lontano. Ottime le premesse indirizzate allo sviluppo e finalmente alla valorizzazione del centro storico, ma poi, appena la procedura è stata “posta in essere”, ha impattato, e così, isolato quelli che sono i veri punti deboli, del nostro sistema amministrativo che riguarda il controllo delle procedure sugli interventi.
Qualunque operatore del settore marketing, ma anche un semplice cittadino ‘consapevole’ (come risultano essere, sempre di più, i neritini che mandano fiumi di fotografie all’Osservatorio sulla Città), comprende l’incredibile situazione verificatasi, per la quale, invece di ricevere vantaggi dall’accesso nel bellissimo centro storico, ne è risultata una somma giornaliera di pericolo, rischio, insicurezza. Insomma per i basoli, si sta dequalificando l’importanza della stessa città di Nardò. Oltraggio al patrimonio pubblico! Non si può godere della bellezza dei palazzi del centro, perché l’attenzione è rivolta alle trappole dei basoli che si ‘risvoltano’ con il peso di chi li calpesta. Questo è agghiacciante per la metà del 2012 e per una città d’arte !
Gli strumenti per intervenire? Come al solito, esistono e ne abbiamo già parlato abbondantemente. Che siano indagini SWOT (di pianificazione strategica) dove: S = punti di forza (Strengths), W = debolezza (Weaknesses), O = opportunità (Opportunities), T = minacce (Threats).
O che siano, l’applicazione del semplice schema del miglioramento continuo o il Ciclo di Deming o del PDCA dove: P = PLAN: la pianificazione. Serve per stabilire gli obiettivi dei processi ( o dei problemi) e progettare strategie per ottenere risultati conformi al nostro o alle politiche dell’organizzazione. D = DO: l’implementazione. Inizia l’attuazione dei processi. C = CHECK: la valutazione. Vengono monitorati e misurati i processi e confrontati rispetto agli obiettivi ipotizzati. A = ACT: l’agire. Vengono adottate azioni per consolidare e migliorare ulteriormente ed in mamiera continuativa le prestazioni dei processi ed i risultati raggiunti.
Noi dell’Osservatorio, abbiamo sempre dimostrato di saper divulgare le bellezze della nostra città e del nostro immenso e prezioso comune con guide turistiche, guide fotografiche, quesiti, giochi, installazioni, premi d’arte contemporanea, collaborazioni a festival cinematografici, per avvicinare alla bellezza, le varie sensibilità. Ma abbiamo anche, quando è stato il caso (molti), denunciato le disastrose strategie delle diverse amministrazioni susseguitesi nel tempo (praticamente le abbiamo tentate tutte) e continueremo a farlo. Anche trasformare un deposito di basoli - quelli neri del Re - in una installazione d’arte, perché davvero ogni basolo ha una storia, un’espressione, un volto e avrebbe da raccontare tante cose (grazie ai disegni di Sandro Bellomo, in foto 2008 utili alla mia ‘installazione urbana’).
Qui, però, non è il sistema o gli strumenti che mancano o le persone in gamba e competenti, occorre solo maggiore volontà di iniziare e finire qualsiasi lavoro che possa apportare beneficio al senso comune del vivere, senza risultati inaspettati o con un ‘risvolto’ che cambia l’intero senso dell’intervento.
Riuscire a comprendere diversamente le cose, dandole senso e un ruolo diverso, a volte, apre visioni nuove. Penso seriamente che l’arte possa rinvigorire Nardò, aprendo una stagione nuova. Ma, potremmo comprendere le 4 “A”, Arte, Ambiente, Archeologia, Architettura, se non si ha idea, di cosa voglia dire “A REGOLA D’ARTE” (come in effetti dovrebbero essere svolti tutti i lavori secondo le migliori tecnologie del momento dell’interevento)?
I cittadini, grazie al cielo, hanno colto bene il paradossale equivoco perché è evidentissimo il danno provocato. Non è più questione di basolato, INVECE, ritengo gravissimo il tempo che amministrativamente (maggioranze, opposizioni, compresi ‘indipendenti’) ci stanno mettendo a comprendere la gravità della catastrofe “basolato” e porre urgentemente i dovuti rimedi (che, attenzione, non sono la transenna e il cementino ‘colato’ volta per volta).
La frammentarietà causata dell’assetto viario sconnesso, caratterizzerà le prossime vacanze alimentando nervosismo, stress, insicurezza, creando ostacoli, poi denunce, poi procedure legali ecc… Ma a chi conviene creare quest’atmosfera? La risposta è il silenzio più assoluto di coloro che a questo punto, non si comprende perché, continuano a scegliere di non scegliere, tacendo! Paura di perdere consenso (elettorale)? Sentono profumo del successo? Del salto nell’altra squadra? Attendono forse nuove rivoluzioni per cui ogni parola gli si può risvoltare contro? E se invece fosse il contrario? Cioè che i cittadini porrebbero più fiducia a chi dichiara, decide, prende posizioni nette a favore della qualità della città?
Come è ormai acclarato, la deprimente conclusione dei cittadini, a questo punto mi pare reale; i fatti (non fatti), parlano chiaro con un’eloquenza che solo certi drammi raggiungono. Solo ad una città perfetta corrisponderà una fiducia stretta; mentre ad una città disastrata corrisponde una fiducia … sfiduciata. Chi ha orecchie per intendere intenda per i prossimi appuntamenti in ‘plancia’ (sembra quasi che si sia in navigazione!)
Oggi sono stato testimone di uno slittamento della ruota della mia bicicletta che mi ha fatto sobbalzare e poi scendere di colpo evitando di cadere, in zona S. Teresa dove il cantiere (mezzi pesanti) stazionano o viaggiano tranquillamente senza che i luminari della storia, dell’ingegneria, dell’architettura e dell’edilizia urbana tutta, di Nardò, proferiscano una e una sola parola. Quindi risulterà chiaro che ogni zona con cantieri rappresenta e rappresenterà un luogo ‘debole’ nel futuro della città visto che i basoli, (si sapeva, ma la politica delle promesse attutisce la verità del quotidiano) non sopportano il carico di traffico, semplice no?
L’Osservatorio sulla città di Nardò, ringrazia tutti i siti on-line e i vari blog che nella loro difficile situazione di accumulatori e registratori di notizie, le più svariate, davvero stanno globalmente riunendo in un “diario” reale/virtuale, una fase storica della città. Sapremo individuare, nel tempo e la storia si farà garante di chi ha lavorato per la città, di chi ha lavorato solo per se stesso, di chi ha solo parlato e chi nel silenzio sfruttando la città, si è fatto strada, come sempre “scegliendo di non scegliere”, a cui come sempre e in questo momento a maggior ragione, in questa disperata epoca, e lo vedremo ancora (e ne vedremo delle belle), vengono messe corone di ‘alloro’ e consegnati imperi, però di carta. Come quella magari attaccata velocemente su plance della periferia di una città che hanno saputo lasciar andare a … male.
Che belle referenze, che bella carriera e che bella politica per la città!
Voi invece, continuate come state facendo a mandare foto, da cellulare, da iPhone, da tablet, da PC ecc…
Siamo ormai di vedetta, parola dell’
Osservatorio sulla Città - di Nardò (Le)















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