COSTA IONICA - Acquedotto pugliese ha ultimato i lavori di realizzazione della condotta premente dall'impianto di sollevamento di Seclì al serbatoio di Sant'Eleuterio e delle opere di alimentazione alternativa del terzo lotto dell'Acquedotto del Sele. Sono stati avviati inoltre i lavori di estensione del sistema idrico integrato agli agglomerati costieri di S. Caterina, S. Isidoro, S. Maria al Bagno, Torre Inserraglio, Torre Squillace e Villaggio Boncore - Nardò e di completamento del sistema fognario della Località S. Maria al Bagno.
Lo dice l'assessore regionale ai Lavori pubblici, Fabiano Amati, che specifica come “Con riferimento al primo intervento, il progetto, dell'importo di € 7.702.747,00, consiste nella realizzazione del potenziamento della condotta premente che, dall’impianto di sollevamento di Seclì adduce le acque nel nuovo serbatoio di S. Eleuterio (di 150.000 mc), la cui capacità assicura una riserva di grande affidamento sia per le eventuali interruzioni di flusso delle fonti principali, che per scarsità di risorsa.
Le opere realizzate riguardano essenzialmente il raddoppio della condotta premente che collega l’impianto di sollevamento di Seclì, in agro di Galatone, al serbatoio di Sant’Eleuterio, in agro di Parabita. La condotta si sviluppa per una lunghezza complessiva di circa 9,0 km.
Il tracciato dell'acquedotto di progetto ha reso minime le interferenze con il territorio circostante urbanizzato ed ha consentito di non apportare modifiche ambientali/paesaggistiche. Di fatto, la condotta è stata posata prevalentemente a fianco di una preesistente vecchia tubazione e lungo la viabilità che interseca il comprensorio comunale. Con il maggiore apporto idrico così ottenuto si avrà un miglioramento del servizio idrico-potabile dell’intera fascia ionico-salentina tra Gallipoli e S. Maria di Leuca.
L'intervento previsto sul terzo lotto del Sele invece, dell'importo di € 3.954.118,00, si è reso necessario per permettere l'esecuzione dei lavori di risanamento di tutti i tratti in galleria del Canale Principale dell'acquedotto del Sele, attuabili con la messa a secco del Canale per una lunghezza di circa 100 Km e per la durata di circa tre anni.
Allo scopo, sono state realizzate opere di alimentazione alternativa per garantire il servizio di acquedotto agli abiti di Venosa, Lavello, Palazzo S.Gervasio, Monte Milone ed altre utenze alimentate attualmente unicamente mediante prese dal Canale Principale.
Infine, è stato completato l'intervento utile per il completamento della rete fognante nella località di Santa Maria al Bagno del Comune di Nardò, che a fronte della variata consistenza del tessuto e dell'intero assetto viario risulta in alcune zone non del tutto sufficiente per la raccolta delle acque reflue”.















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