NARDO' - Piove sul bagnato. E il rischio idreogeologico lo pagano i cittadini.
Dieci anni dopo torneranno, come un incubo, le cartelle del consorzio per la bonifica dell'Arneo. Cioè una nuova tassa che sta agitando soprattutto gli imprenditori agricoli, già in forte sofferenza.
E' stato licenziato, infatti, a fine aprile, il piano di classifica per il riparto delle spese consortili anche per il consorzio che ha sede a Nardò e che ha competenza su parte della provincia. L'altro consorzio attivo nel leccese è quello di Ugento – Li Foggi che ha fatto la stessa cosa visto che tutti i consorzi pugliesi sono affidati alla gestione di un commissario straordinario, Giuseppantonio Stanco. Il piano di classifica è stato inviato ai Comuni per la pubblicazione sull'albo pretorio ed è una recentissima legge regionale a riordinare la materia dei consorzi e dalla quale si trae spunto per fissare il riparto, tra i proprietari degli immobili, delle spese che il Consorzio sostiene e che sono poste per legge a loro carico. Sono 48, nel cosiddetto Grande Salento delle tre province di Lecce, Brindisi e Taranto, i Comuni interessati che fanno capo al consorzio dell'Arneo ed esattamente la metà ricadono in provincia di Lecce.
La storia racconta che nell'agosto 2003 l’Assessorato all’Agricoltura – Ufficio Bonifiche della Regione Puglia – impose ai Consorzi di far luogo alla immediata sospensione delle cartelle esattoriali 2003, pena il commissariamento dell’Ente. Qualche mese prima, il 20 febbraio, i sindaci dei 49 comuni serviti dall'Arneo erano scesi in piazza alla testa di un corteo di 5 mila persone di fronte alla sede della Regione Puglia per chiedere al presidente Raffaele Fitto il blocco dei pagamenti delle cartelle esattoriali.
Fino ad allora erano sempre arrivate puntuali, esborso per i presunti servizi offerti dall'ente; presunti perché si calcolava – all'epoca - che meno dello 0,4 per cento degli associati effettivamente riceveva l'acqua. Ma tutti i cittadini dovevano comunque pagare.
Perché, come recita, anche oggi l'attuale piano di classifica “occorre sottolineare che il potere impositivo di cui sono titolari i Consorzi ha per oggetto tutti quegli immobili che traggono beneficio dalla bonifica, qualunque sia la destinazione degli immobili stessi (agricola od extragricola)”.
Quindi c'è preoccupazione e non solo per i titolari delle ditte: anche i dipendenti, 60 effettivi più 50 stagionali a Nardò, e 30 effettivi più 50 stagionali ad Ugento, sono agitati perché da giugno potrebbero vedersi ridotto lo stipendio in attesa delle prime emissioni dei ruoli di contribuenza. La Regione, insomma, si sta “scaricando” il costo dei due “apparati” dal costo milionario e qualcuno dovrà accollarselo.















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