NARDO' - A ripensarci oggi vengono i brividi. Certo, le cose dette col senno di poi non hanno gran senso ma - a ripensarci davvero - questo, per i mafiosi di ogni risma, poteva essere un obiettivo sensibile: una scuola, un giudice illuminato, i responsabili di Libera, associazione che si batte contro le mafie, i giornalisti (molti dei quali, non tutti, sono veramente schierati contro tutte le mafie), il pranzo realizzato con prodotti delle terre confiscate alla mafia, il gemellaggio con i ragazzi di Castrovillari. Ma forse è proprio questo l'obiettivo dei mafiosi: farci avere paura, imbavagliarci perché il comune sentire non possa esprimersi liberamente. La manifestazione di ieri, libera e solare, avrebbe sicuramente avuto un altro risultato se si fosse svolta con i presidi di polizia, con le "scorte" armate. Avrebbe dato l'immagine di uno Stato in pericolo, obbligato a manifestare "in cattività". Ed è lì che vogliono farci arrivare: ad avere di nuovo paura. In questa notizia c'è la presentazione del progetto da parte della puntuale Ilaria Falconieri, un breve video, la foto ed i nomi dei ragazzi.
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Il cibo come messaggio di legalità da offrire ai commensali. È l’idea dell’IISS “Nicola Moccia” di Nardò che, per chiudere il progetto “Saperi e sapori di Legalità” ha invitato oggi a pranzo il sostituto procuratore della Repubblica Elsa Valeria Mignone preparando, per l’occasione, portate speciali ma soprattutto simboliche in quanto realizzate con i prodotti delle terre confiscate alle mafie e saggiamente “elaborati” dai docenti tecnico-pratici dell’Istituto.
E la tavola sarà quanto mai variegata: commensali in primis i corsisti del Pon, tra i quali diversi ragazzi immigrati, poi venticinque ragazzi e i relativi docenti dell’IPSAR di Castrovillari, gemellato col “Moccia” nell’ambito dello stesso progetto.
È “Ambiente, lavoro e immigrazione” infatti il nodo scelto dal progetto Pon per la sua seconda ed ultima annualità ed è di questo che si parlerà a fine pranzo, alle 16 e 30, in un dibattito pensato per salutare un’iniziativa voluta nella speranza di far “camminare le idee e le tensioni morali sulle gambe di altri uomini”, come ha ricordato, citando Giovanni Falcone, la vicepreside Simonetta Rescio, anima del progetto, assieme alle docenti Diana D’Agostino e Adele Filograna ed alla dirigente Maria Rosaria Però.
E il percorso formativo infatti, realizzato grazie al Fondo Strutturale Europeo, è stato d’ampissimo respiro, coinvolgendo gli allievi di tutto l’istituto in esperienze intrise di legalità che valgono più di cento lezioni: il partenariato con “Libera” o con l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, la maratona della legalità, l’incontro con Don Ciotti, la partecipazione a Potenza alla giornata della Memoria 2011, il percorso ambientale sulle isole Tremiti, il forum 2011 con Don Raffaele Bruno e Giovanni Rizzo, gli stage presso i beni e i terreni confiscati, l’intervista ad un lavoratore vittima del caporalato, l’incontro con i detenuti di Borgo San Nicola.
Sperando che il ricco bagaglio di impegno civile così acquisito possa “camminare”, ora, sulle gambe dei corsisti: Mohammad AKbari, Daniele Alfieri, Erika Anglano, Giada Balestra, Hassan Boniadi, Giorgia De Razza, Francesca Donno, Mariama Drame, Giorgio Duca, Eleonora Fattizzo, Alessia Filieri, Adelisa Filieri, Natalie Fioschi, Salvatore Gaballo, Matteo Ingusci, Federico Margarito, Paolo Margarito, Giulio Marzano, Giulio Marzo, Martina Micari, Francesco Musca, Francesca My, Nisrine Naoual, Gabriele Però, Ivano Potenza, Selenia Rucco, Valentina Tempesta, Danilo Tramacere, Palmiro Trotta, Anna Chiara Zecca.















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