NARDO' - E' rassicurante - anche se non se ne cava comunque un ragno dal buco - che le porcherie che tali ci sembravano vent'anni fa, quando incominciavamo a scrivere, fanno lo stesso effetto ai cronisti d'oggi. E' rasserenante - anche se non ci serve poi a molto - leggere i commenti indignati dei giovani giornalisti d'oggi molto simili a quelli espressi all'inizio del giornalismo telematico. Lo spreco di denaro pubblico - a partire dalla inqualificabile vasca riempita di sabbia di fiume e rivestita di travertino - rappresenta il manuale di come si può, con una commessa pubblica, gettare via i soldi solo perché si devono spendere. Si devono spendere per opere che non servono a nulla: il fine è quello, non l'opera. E tutto ciò è una porcheria certificata.
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La stagione turistica è alle porte, e come al solito Nardò rischia di presentarsi impreparata all’appuntamento con i visitatori.
Riteniamo opportuno soffermarci su uno dei luoghi più frequentati nel periodo estivo: Portoselvaggio.
Il Parco infatti gode di una rinomata fama a livello nazionale grazie soprattutto alla bellezza della sua pineta, all’avvenenza della macchia mediterranea e delle numerose specie vegetali che uniti allo splendore del mare e alla maestosità delle torri costiere contribuiscono a catturare il cuore dei visitatori.
Tuttavia come si preannunciava all’inizio dell’articolo la situazione non è tutta “rose e fiori”. Il buon nome del Parco rischia di essere compromesso da alcune situazioni di degrado (come documentato nel video) derivanti da una non impeccabile gestione.
Se ne venissero sfruttate a pieno le potenzialità, Portoselvaggio sarebbe un’importante fonte di sviluppo per la nostra città, anche in ambito occupazionale.
Il Parco Regionale considerato dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) uno dei “100 luoghi da salvare”, si trova attualmente sotto la gestione del comune ma anche del buon senso dei cittadini: entrambi, seppur in misura differente, dovrebbero dedicare maggiori attenzioni al gioiello più prezioso del nostro territorio.
Michele Siciliano
Giovanni Oceano















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