NARDO' - Chi oggi non comprende le grandi opportunità che ricadrebbero sul territorio se si concretizzasse l'ampliamento dell'Area Marina Protetta di Porto Cesareo e Nardò al tratto di mare prospiciente il Parco a terra di Portoselvaggio, ha sicuramente una visione "miope" della tutela e salvaguardia ambientale e delle potenzialità di sviluppo ad esse legate.
Che il "fattore verde" sia considerato ormai il traino dello sviluppo turistico sono "i numeri" a dirlo.
A confermarlo ulteriormente è stato recentemente anche il Responsabile Turismo di Confindustria Vittorio Andidero, il quale ha sottolineato come la sua associazione in Puglia "abbia avviato un processo di valorizzazione di questa nicchia di mercato anche adottando la Carta Europea del Turismo Sostenibile che la Puglia ha sottoscritto; ma ora è necessario superare il pregiudizio che abbina erroneamente la valorizzazione delle Aree Protette con il loro sfrenato sfruttamento e aprire una fase di concertazione fra chi gestisce i Parchi e chi fa impresa turistica".Proprio perché come Movimento politico abbiamo sempre creduto in questo, (e a questo proposito ci piace ricordare come la proposta di adesione alla CETS da parte della Regione abbia avuto la sua "culla" proprio a Nardò nel corso di un convegno nel Marzo 2009) abbiamo incontrato il Presidente della Provincia Antonio Gabellone, accompagnati dai due Consiglieri Provinciali espressione del territorio Giovanni Siciliano e Mino Frasca, per discutere della richiesta di ampliamento dell'Area Marina Protetta e delle ricadute positive che la stessa avrebbe su tutto il Salento (e non solo), se andasse a buon fine.Il Presidente, durante l'incontro, ci ha informati che è stato raggiunto un accordo di massima tra le Provincie di Lecce, Brindisi e Taranto per "indirizzare" le risorse comunitarie dell'Interreg Italia - Grecia sui Parchi Marini e Terrestri.Opportunità, questa, che ci consentirebbe di superare la necessità di fondi addizionali per l'incremento delle attività di gestione, legati ad un aumento dell'area da tutelare così come richiesto al Ministero dell'Ambiente.
Pertanto, sindaco, non le sembra che sulla questione dell'ampliamento dell'AMP sia arrivato il momento che l'amministrazione si dia finalmente da fare prima che la "miopia" si trasformi in "cecità"?
Noi X Nardò
Mino Natalizio - coordinatore
Paolo Maccagnano - consigliere comunale















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