NARDO' - Una città di 32mila abitanti, si sa, non è facile da gestire a causa dei numerosi problemi che sorgono giorno dopo giorno, ma noi ci aspettiamo e ci auguriamo che questi, in parte o almeno i più importanti siano risolti al fine di tutelare la vivibilità della nostra città.
Uno dei problemi più importanti e più vicini a noi, di cui si discute spesso sui blog cittadini, non per moda, ma per sottolineare il malcontento che provoca alla cittadinanza, è costituito dal danneggiamento del basolato caratteristico del nostro centro storico, oggetto dell’articolo di Andrea Barone di pochi giorni fa. Infatti, dopo i recenti lavori, i basoli sono stati riposizionati senza seguire l’ordine e la logica con cui erano stati disposti nel corso degli anni, disperdendo così tra le varie vie del centro storico la storia dei “nostri cari basoli”. Per non parlare poi di quelle vie un tempo basolate, come via San Giovanni, coperte poi dal catrame, che ora si trovano in situazione di degrado peggiore di prima in quanto l’asfalto, col tempo, si stacca e crea delle depressioni sul terreno.
Camminando per Piazza Salandra tra i vecchi locali che ospitano i circoli, tra erbacce che crescono sulle pareti delle abitazioni di vari colori, (senza attenzione ad un piano estetico che valorizzerebbe la bellezza del nostro centro), e districandomi tra automobili parcheggiate che ostacolano la vista, emerge qua e là dal piano stradale qualche basolo che costituisce un ostacolo e un pericolo non solo per i conducenti di veicoli ma anche e soprattutto per i pedoni.
Questo fenomeno è dovuto al passaggio, nelle vie del centro della nostra città, dei veicoli che provocano forti vibrazioni e che il nuovo basolato non è in grado di assorbire. Molti si chiedo quale sia il motivo per il quale il precedente basolato è rimasto in condizioni ottimali per decenni e quello attuale, nonostante sia trascorso appena un anno, stia già presentando segni di cedimento, e per quale motivo i basoli siano stati “incastrati” tra loro con il cemento e non con i vecchi metodi che a quanto pare risultano più efficaci.
Bisogna anche pensare che il passaggio dei veicoli nel centro storico contribuisce ad inquinare l’aria di quelle vie, infatti, essendo le strade abbastanza strette, vi è una quantità maggiore di gas di scarico rispetto ad un’altra strada cittadina che nella maggior parte dei casi risulta essere di misure maggiori; questi gas per di più, oltre ad essere inquinanti, svolgono una funzione corrosiva agendo sulle superfici delle chiese e degli altri monumenti che bisogna salvaguardare.
Per affrontare questa questione la giunta comunale ha già pensato di attivare dal 27 maggio un piano, di cui si sentiva parlare da più di un anno, che regoli la circolazione nel nostro centro storico chiudendo le vie al traffico in modo graduale.
Da sottolineare è il fatto che la chiusura graduale delle vie alla circolazione non cambierebbe quasi per nulla la situazione, che ora è già grave, ma che potrebbe diventarlo ancora di più in breve tempo se non si prendono delle decisioni ferme e corrette; infatti nei primi periodi, che si prospettano lunghi, risulterebbero maggiori i giorni in cui è consentita la circolazione rispetto a quelli nei quali il nostro centro diventerebbe una zona pedonale.
Sarebbe opportuno valutare bene la qualità e le conseguenze di un provvedimento, che come in questo caso, almeno inizialmente, potrebbe causare solo del disaggio; dunque si auspicherebbe che ci sia una totale chiusura del traffico, facendo eccezione per i residenti, sin dai primi giorni dell’applicazione del piano.
Michele Siciliano















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