NARDO' - L’11 giugno del 1984 morì a Padova Enrico Berlinguer, segretario del Partito comunista italiano, il più grande partito della sinistra italiana (dal 1991 sarà Pds, poi Ds, poi Pd).
Due anni prima, sono passati trent’anni esatti, Berlinguer fu il protagonista, in Piazza Osanna, a Nardò, di una straordinaria manifestazione elettorale. Si votava per il rinnovo del consiglio comunale (all’epoca non era ancora in vigore l’elezione diretta del sindaco).
A Nardò arrivarono autobus e delegazioni da tutta la Puglia e dalla Lucania. Berlinguer parlò davanti a migliaia di persona e a centinaia di bandiere. Un po’ comizio, un po’ festa, anche se il segretario del PCI non era per nulla incline alle trasgressioni, neppure le più innocenti.
Raccolto in uno stile asciutto, sobrio, rigoroso Berlinguer propose nella nostra Città il succo della sua ricerca, la cosiddetta “terza via”, opzione avanzata, nella sua concezione, rispetto alle classiche comunismo e socialdemocrazia.
Avvertiamo, a tre decenni da quel tempo, tutta l’attualità dei suoi messaggi, appena indeboliti dalle incertezze e dai ritardi coi quali il Pci di Berlinguer ruppe il legame con il comunismo sovietico.
Eravamo ragazzi. Il gruppetto neritino della Fgci. Sentivamo la forza di una politica all’insegna della misura, senza fuochi d’artificio, senza guasconate.
Crescevamo all’insegna di fondamentali principi di civiltà e democrazia. Per Berlinguer erano un chiodo fisso, la cifra inconfondibile della sua testimonianza: a) la solidarietà e la fratellanza valori assoluti; b) le ragioni degli ultimi e dei deboli prima di quelle dei mercati e della finanza; c) la questione morale questione centrale del paese; d) l’emergenza ecologica emergenza non rinviabile; e) il movimento di liberazione delle donne al centro della vita politica; f) laici e cattolici stretti in un unico progetto di governo per affrontare uniti i grandi problemi dell’Italia; g) l’austerità intesa come stile di vita e come metodo di governo per uscire dalla recessione e migliorare i fondamentali dell’economia; h) la politica fondata sull’etica, sulla centralità della persona e sull’uguaglianza; i) la coerenza e la lealtà codici irrinunciabili.
Così ricordiamo, a circa trent’anni di distanza, uno degli uomini simbolo della prima Repubblica.
Eravamo ragazzi. I ragazzi di Berlinguer.
Marcello Risi















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