NARDO' - Un omaggio ad Aldo Spano.
È morto Aldo Spano. Nel mentre lo scrivo, stento ancora a crederci: mi dava l’impressione che fosse uno di quei personaggi senza età.
Un uomo di intensa vitalità come lui non può rimanere immobile nel chiuso di in una bara…eppure è così. Giace fermo e sereno, compianto e rimpianto: dov’è il suo passo svelto e dove sono i suoi occhi attenti e curiosi, il suo sorriso aperto, la sua cordialità sincera e la sua signorilità nell’approccio, le sue sagge espressioni e il suo entusiasmo?
La memoria si colora di esperienze vissute con lui…e penso che ogni neritino ha da condividere qualcosa: un personaggio che ha riempito la storia, piccola e grande, di ciascuno di noi e dell’intera comunità.
Un genio che nella sua umiltà, nella sua curiosità e nella sua intuizione di scopritore , nel suo ingegnarsi nel rendere utile anche un oggetto da niente, magari gettato in un angolo, ma reso volano di meccanismi a volte complessi.
Un genio di periferia! Questa benedetta periferia che rese vana la genialità di salvatore Napoli Leone e che ha reso vana quella di Aldo Spano: in altre località, a contatto di influssi industriali e di alta specialità artigianale, ben altro sarebbe stato il loro destino di uomini geniali.
Nardò, però, non deve dimenticare e, nel mentre rivolge l’ultimo saluto terreno ad Aldo Spano, accanto allo stupore della sua abilità mentale e manuale, deve far zampillare la memoria.
La memoria di un genio e di un «maestro», espressione di qualità di Nardò; la memoria di un cittadino ligio e rispettoso; un amico caro, ancor più caro a chi, come me, ha avuto la fortuna di conoscerlo, di sperimentarlo e di apprezzarlo.
La memoria di un marito premuroso sempre vicino alla sua carissima Assunta e di un padre straordinario sempre attento alle sue carissime Dorè, Piera e Nunzia;
Si perde con lui un’altra scheggia della nostra storia.
Ma è bello immaginarlo -lui che sempre in fermento stava- a contatto con Dio, il nostro Dio dei viventi, presentare le credenziali della sua variegata genialità e della sua sapiente manualità e cimentarsi, al di fuori della computerizzata organizzazione divina, nella scenografia a colori dell’universo attraverso la manualità delle carte colorate, così come faceva nel teatro comunale.
Per noi, nel nostro piccolo universo di Nardò, continuerà a segnare il tempo attraverso il rintocco dell’orologio della piazza centrale cittadina, così come, unico, ha saputo dargli l’anima e l’energia per tante generazioni, passate nei suo 91 anni di vita.















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