NARDO' - Nella chiesa è struggente la presenza, sul primo banco, della 13enne figlia primogenita di Gianni. Un brivido scuote tutti quando, insieme alla mamma Anna, abbraccia la bara del suo amato papà. E' il picco emotivo di una tragedia infinita.

Un pomeriggio di autentico dolore. Si sono svolti ieri i funerali di Gianni Potenza, il giovane motociclista
morto domenica in un tragico incidente stradale.
Tantissimi i parenti e gli amici che hanno voluto salutare per l’ultima volta il 38enne. Le auto sono parcheggiate lungo tutta via Achille Benegiamo e per un tratto della strada Santa Caterina, a poche
centinaia di metri dal luogo dell’impatto fatale. Il parroco arriva qualche minuto dopo le 16 e una folla composta lo aspetta silenziosa.
Ci sono i parenti ma anche tanti amici e tanti colleghi di lavoro di Potenza, operaio in una ditta di
movimento terra, e della moglie Anna Pano, che lavora presso un’azienda di confezioni.
Frasi e pensieri per Gianni sono una costante sui manifesti.
I colleghi che con lui hanno condiviso la fatica di un lavoro pesante vorrebbero portare il feretro in spalla fino alla chiesa. Ma si teme che la moglie, che a stento si regge in piedi, non ce la faccia. Così si
decide per un piccolo corteo che dalla traversa dell’abitazione, in via Santo Felline, arrivi fino a strada santa Caterina.
Qui attende il carro funebre, che porta la bara fino alle Cenate per la funzione funebre.
La chiesa è gremita in ogni ordine di posto. In prossimità del feretro, la moglie, i genitori e anche la figlioletta maggiore, di 13 anni (la più piccola ne ha appena quattro), con a fianco la zia. La
moglie tiene stretta per tutta la funzione l’immagine del marito.
Il padre del giovane motociclista, Mimino, continua a muovere la testa a destra e sinistra come per dire «no», ancora incredulo per la tragedia, incapace di pensare di dover seppellire il proprio figlio. Nella memoria collettiva restano impresse le parole ed il pianto della mamma Donata, "Tetta" per tutti i familiari, che urla di volerlo vedere per l'ultima volta, a pochi metri dal suo corpo disteso sull'asfalto.
Alla fine della celebrazione è stata letta una commovente lettera degli amici: «Le nostre amicizie si sono inceppate al nodo delle lacrime e del dolore».
Poi una serie di ricordi e aneddoti sul fare sempre scherzoso e sorridente del giovane amico scomparso. Alla fine della celebrazione ancora un grande applauso. E la moglie e la figlia abbracciano la bara come se per l’ultima volta stessero abbracciando il marito e il padre.
















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