NARDO' - “Qui siamo in una chiesa e non mi potete toccare”. Squilibrato sì ma conosce i trucchi del rifugiato. Il fatto è accaduto qualche giorno fa ma se ne parla ancora. Ecco la nostra versione.
Un uomo, di origine napoletana ma residente a Nardò dopo il matrimonio, è entrato nella chiesa dei Paolotti per minacciare il vice parroco e, di conseguenza, spaventare i bambini.
L'uomo, al quale cadevano in continuazione i pantaloni perché legati male – e la circostanza ha fatto diffondere la voce che si fosse addirittura spogliato dentro l'edificio sacro – è entrato nella parrocchia subito dopo la messa. Nella sagrestia il viceparroco, don Franco, si stava intrattenendo con alcune persone forestiere, pare di Porto Cesareo, per stabilire quando celebrare il battesimo.
Il 40enne, sposato e separato da una donna di Nardò, è entrato con prepotenza e spazientito dall'attesa – intendeva, come pare sia accaduto altre volte in altri luoghi della città, chiedere del denaro – ha iniziato a inveire e pronunciare frasi come “prendo la pistola e lo sparo in petto”.
Tutto ciò con fare concitato e perdendo i pantaloni, due circostanze che hanno spaventato i presenti e, soprattutto, alcuni bambini. Poi ha chiesto di potersi confessare e, giustamente, il collaboratore gli ha risposto che sarebbe stato più opportuno attendere di essere un po' più lucido, anche per poter scandagliare meglio nella propria coscienza. Ma l'uomo ha dato in escandescenze.
L'arrivo dei carabinieri è stato, come al solito, provvidenziale. I militari sono stati accolti dall'esposizione dei diritti da parte dello squilibrato: “qui dentro sapete che non mi potete toccare? Questa è la casa del Signore”.
Così i militari, con le buone, lo hanno convinto ad uscire fuori dalla chiesa per evitare altro disturbo, nella casa del Signore.
Una volta fuori dalla “zona franca”, però, non hanno avuto tentennamenti: lo hanno acchiappato e portato via. Destinazione pronto soccorso per una bella cura disintossicante visto che, con molta probabilità, l'uomo era ubriaco fradicio. Sicuramente il sacerdote non sporgerà denuncia ma il molestatore rischia comunque perché ha recenti precedenti per furto.
Per la cronaca l'uomo, nelle ore successive, è tornato dal sacerdote quasi sia per spiegare le proprie ragioni.















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