NARDO' - Tragedia nelle campagne di Nardò, precisamente in contrada “Duca”, dove viene ritrovato il corpo senza vita di un uomo, in mezzo alle stoppie ancora in fumo.

Si chiamava Egidio Manca ed aveva 78 anni. Secondo i medici del pronto soccorso l'uomo avrebbe accusato un malore perché afflitto da qualche problema di salute e sofferente d'asma, poi sarebbe caduto in terra privo di sensi per essere, infine, avvolto dalle fiamme.
Il corpo, infatti, presentava molte ustioni. E' altrettanto probabile che abbia accusato un malore perché le fiamme gli sono sfuggite al controllo e abbia tentato di spegnerle per poi rimanere intossicato dai fumi. In quel momento, essendo per altro asmatico, potrebbe aver accusato il malore che ha causato la sua morte.
L'area bruciata, infatti, è molto vasta e riguarda un intero campo recentemente trebbiato. In ogni caso i carabinieri di Nardò hanno effettuato tutte le indagini alla presenza del comandante della stazione, il luogotenente Giuseppe Serio.
L'anziano, come ogni giorno, si era allontanato da casa intorno alle 5 del mattino per andarsene in campagna: un piccolo appezzamento di terra tenuto come un salotto a metà strada – poche centinaia di metri – sia dalla rotonda del cimitero, da una parte, che dalla strada “Tarantina”, e precisamente dall'incrocio di confluenza con la masseria “Nucci”.
Quando, intorno alle 10.30, l'uomo non ha fatto ritorno a casa – come era sua costante abitudine – i familiari hanno espresso le prime preoccupazioni e poi, poco dopo, hanno avvisato il 112: A Nardò risiede una sola figlia dell'uomo mentre altre tre sono trasferite da tempo a Milano.
Le ricerche hanno velocemente confermato il tragico epilogo: i carabinieri arrivano nella campagna e trovano l'Ape 50 con cui l'uomo si sposta abitualmente. Poi il corpo senza vita riverso tra le stoppie ancora fumanti. I soccorsi del 118 possono far niente mentre il magistrato di turno dispone la rimozione della salma e il pietoso ufficio viene svolto dall'agenzia di Palmino Vergaro che trasporta – sono già le 14.30 - il corpo verso l'obitorio del camposanto. I carabinieri, nel frattempo, hanno già concluso tutti i rilievi che il caso impone.
Sul posto restano i segni dell'attività dell'anziano che si dedicava alla sua piccola campagna con abnegazione: un uliveto, la vigna, alcuni alberi da frutto. In due contenitori ci sono ancora le more appena raccolte, ed una zappa. Nel campo bruciato i suoi stivali di gomma. L'uomo abitava in via Verdi insieme con la moglie Cosima; i funerali sono stati celebrati nella chiesa dei Paolotti.
Andrea Zacà
















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