NARDO'/GALLIPOLI - Si è rischiata la “guerra tra poveri”, l'altro giorno nel tribunale di Nardò. Ma a fine lavori è stato raggiunto un accordo dettato dal buonsenso: oggi a mezzogiorno, a cura del primo cittadino di Nardò, è stata convocata una conferenza dei sindaci dei territori che ricadono nell'ambito di competenza delle due sezioni distaccate del tribunale di Lecce, quella gallipolina e quella neritina.
Da questo incontro dovrà venir fuori una proposta politica unitaria da inviare al ministero della Giustizia che avrà quasi sicuramente un indirizzo: richiedere a Roma il mantenimento di una sezione tra le due attualmente esistenti.
Da parte loro gli avvocati promettono un lungo periodo di battaglia e astensioni: per voce di Giuseppe Bonsegna, ieri nella veste di delegato dell'organismo unitario dell'avvocatura italiana, è stata accolta pienamente la proposta di uno sciopero ad oltranza.
Con molta probabilità, però, ci sarà ancora da mediare tanto tra le diverse posizioni “territoriali” e questo sarà compito della politica. Non sono passate inosservate, infatti, le continue “difficoltà” evidenziate dal sindaco di Copertino, Giuseppe Rosafio, e dal collega di Leverano, Giovanni Zecca, (per altro entrambi avvocati) che rischiano di far crollare il castello di carte fin qui tirato su dalle associazioni forensi che fondano la loro richiesta di mantenimento di almeno una delle due sezioni staccate per garantire la “giustizia di prossimità”, utile a non procurare disagi estremi a imputati, testi, impiegati e agli stessi avvocati che per qualsiasi causa dovrebbero spostarsi fino a Lecce.
Rosafio e Zecca (ma a loro potrebbe aggiungersi anche Porto Cesareo con il quale si consoliderebbe un asse che appare ormai naturale, politico e di affinità territoriale) hanno spiegato di avere enormi difficoltà nel proporre una delibera ai propri consiglieri comunali nella quale sposare “l'ideale” mantenimento di una delle due sezioni. Troppo lontana sarebbe per Copertino la sede di Gallipoli (nel momento in cui venisse scelta) visto che la stessa cittadina dista da Lecce solo 12 chilometri.
Una tesi, per la verità, demolita dell'avvocato Luigia Muscetra ribadita dal presidente della camera forense di Nardò, Sergio Limongelli: “e a Lecce che servizio pensate di trovare visto che già ora si fanno udienze negli scantinati?”
Gallipoli, dal canto suo, per voce dell'avvocato Bartolo Ravenna e dell'assessore Felice Stasi, non ha una struttura nuova e funzionale come quella neritina ma intende, casomai, cadere in piedi: la proposta gallipolina è di offrire soluzioni che amplino l'offerta degli uffici giudiziari e si vorrebbe che la decisione ultima, tra il mantenimento di Gallipoli e Nardò, alla fine la prendesse il ministero.















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