NARDO' - E' stato un infarto fulminante, tale da non lasciargli scampo alcuno, ad uccidere Gianni Calò.
E' stato un infarto fulminante, tale da non lasciargli scampo alcuno, ad uccidere Gianni Calò, l’artigiano neritino di 39 anni morto in aereo mentre tornava da una vacanza in Egitto. Oggi, alle 17, saranno celebrati i funerali nella chiesa Cattedrale.
Le autorità sanitarie elleniche – l’aereo è atterrato in emergenza ad Atene nel tentativo ultimo di salvare la vita all’uomo – hanno riconsegnato ieri la salma al fratello Luigi che ha raggiunto la Grecia insieme agli uomini dell’agenzia Linea Verde di Maurizio Fiorentino. Oggi, intorno alle otto, è previsto l’arrivo a Brindisi del traghetto sul quale viaggia l’auto con il corpo del povero Gianni.
La salma verrà portata direttamente in cattedrale e poi il corpo sarà seppellito nel cimitero di Nardò come era volontà dell’uomo, espressa in diverse occasioni nonostante la giovane età. La mamma, Antonietta, ottantenne, e la sorella vorrebbero vedere il bel volto dell’uomo per l’ultima volta.
Gianni, infine, sarà seppellito nella terra della sua Nardò: la deposizione della bara avverrà in un giardinetto del camposanto comunale. Intanto decine di parenti sono giunte a Nardò da ogni parte del mondo nella corte di via Fratelli Gaballone, nel cuore del Centro storico: la famiglia è molto numerosa, conta otto fratelli, ed alcuni sono veramente andati lontano per lavorare.
Una gruppo è giunto addirittura dagli Stati Uniti, altri familiari da Bellinzona, in Svizzera.
Ci sono le donne della sua vita: Emanuela, la moglie sposata qualche anno fa. Monica, la compagna, che gli ha dato l’amatissima figlia oggi quindicenne, Rebecca. Poi uno stuolo di nipoti che amavano moltissimo lo zio Gianni, sempre così bello e sicuro di sé, partito negli anni Novanta per fare l’operaio e l’ar tigiano in Emilia.
«Lo zio era sanissimo, non soffriva di allergie o febbri come abbiamo letto in questi giorni », dice una nipote. E, in effetti, è stato stroncato da un infarto che gli avrebbe letteralmente aperto il cuore. La famiglia Calò ha già sofferto un lutto immenso: quaranta anni fa il primogenito fu coinvolto in un incidente stradale, tornò a casa e accusò un malore morendo poco dopo.















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