Questo il messaggio che i militanti dell’associazione politico culturale Comunità Militante Andare Oltre di Nardò hanno voluto lanciare in occasione del 20° anniversario della strage di via D’Amelio che segnò la tragica fine di Paolo Borsellino e della sua scorta.
Il 19 luglio 1992 moriva un eroe, il nostro eroe. Un magistrato che ha convissuto per 57 giorni con la certezza di essere vittima della mafia. Tanti giorni trascorsero, infatti, tra la strage di Capaci, dove trovò la morte Giovanni Falcone, e quella di via D’Amelio. Si è discusso a lungo, in questi anni e in particolare negli ultimi giorni, dei tragici fatti che caratterizzarono quel 1992. La procura di Palermo è arrivata ad una ricostruzione sconvolgente: pezzi dello Stato “democratico” trattarono con la mafia la cessazione delle ostilità in quel tragico 1992. Un attenuazione del carcere duro per i boss in cambio della fine delle stragi, questi i termini del patto scellerato. I ragazzi e le ragazze di Ao hanno voluto, così, collegare la tragica ricorrenza al dibattito sempre più acceso sul tema del patto segreto tra pezzi dello stato e quello che per anni è stato considerato l’Antistato per eccellenza.
Una trattativa fatta all’insaputa del popolo sovrano e che passò anche attraverso il sacrificio di tanti servitori dello Stato. Servitori che la mafia la combatterono, invece, anche a costo della vita. Noi della Comunità Militante Andare Oltre abbiamo voluto segnare in questo modo ancora una volta la nostra distanza abissale da questo modo di fare (anti) “stato”, da questo modo di fare “politica”. Lo Stato è composto da ognuno di Noi. E Noi, ieri come oggi, siamo al fianco dei Giusti.
Comunità Militante
Andare Oltre
Nardò















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