NARDO' - Tra luogo e senso, ancora l’incompresa ‘piazza delle Erbe’.
L’Osservatorio sulla città non molla la presa. Il centro storico di Nardò sta soffrendo e, a quanto pare, soffrirà ancora della stessa patologia per tutto il tempo che manca alla completa responsabilizzazione dei suoi abitanti, per l’uso che ne fanno. La situazione di dissesto continuo, poi verificatasi, era chiara fin dalla posa di quei basoli.
Ogni intervento presuppone delle regole e delle rigide normative per meglio essere apprezzato ed essere utilizzato dalla comunità nel migliore dei modi.
Queste pietre, ed il procedimento adottato di posa in opera, non potevano e non possono ‘sopportare’ la continua circolazione di veicoli pesanti. Progettualmente il discorso è stato abbastanza comprensibile a tutti; quel basolato non prevede infatti la pesante movimentazione di materiale da parte di veicoli di grandi dimensioni o la circolazione massiva di quelli standard. Infatti, dove questo è successo e sta succedendo tutt’ora, i basoli reagiscono con logica e naturale risposta; saltano via le fughe e con le vibrazione dei carichi dinamici, si scardina il ‘corpo’ del basolo ‘ballerino, causando l’emergenza diretta, visibile e pericolosa (vedi corso Garibaldi zona chiesa di S. Teresa, ecc…). L’importante è che comunque si sappia dell’esistenza di mezzi fatti apposta, di ridotte dimensioni, capaci di muoversi e gironzolare senza troppi danni nei centri storici, quindi la soluzione se si vuole, è semplice. Oltre alla durata dei cantieri anche i macchinari devono essere adeguati al luogo (la legge prevede tutto ciò). Ma l’Osservatorio sulla città pone anche altre riflessioni e una provocazione; che ne dite allora dei sei o sette camion durante il montaggio e smontaggio delle luminare nelle mille feste estive invadono le piazze? E’ traffico pesante anche quello o no? Vedete dunque come è complicato ‘normare’ i comportamenti di una collettività che ancora non comprende diritti e doveri, oneri e onori di un centro storico?
No, non è semplice come il fatto concreto, invece di destinare, finalmente, un’area dalle caratteristiche tutte particolari come piazza delle Erbe, a spazio per eventi, indirizzati però alla visione di spettacoli, concerti o proiezioni all’aperto. Mentre, infatti, piazza Salandra dovrebbe essere la piazza di ‘rappresentanza civica e istituzionale’ dove, non per forza occorre saturarla, realizzando sempre e comunque tutti gli eventi pubblici, altri spazi andrebbero ‘riattivati’ proprio per questo scopo. Pensiamoci un po’.
Piazza delle Erbe ha una conformazione trapezoidale, stretta dal lato cieco e che va allargandosi verso il lato lungo, costituito da una strada (via pellettieri, quale migliore soluzione) dal quale si accede da due direzioni (piazza della Repubblica e verso Palazzo ‘Augusteo’. E’ praticamente adeguata all’allestimento di una ‘platea’ naturale. In più appena ristrutturato il chiostro dei Carmelitani, questa struttura apre un altro importante ingresso interno, organico e funzionale alla fruizione del bellissimo edificio dell’ex complesso monastico. Un labirinto di spazi e strutture che andrebbero ‘responsabilizzate’ con la giusta competenza (infatti è questo il punto dolente del quale si dovrebbe occupare l’auspicato ‘team del centro storico’).
Lo spazio della piazza è dunque servito splendidamente e logisticamente, già da bar, rosticcerie, osterie, librerie, tabacchi, bagni pubblici, sevizio d’ordine. A questo punto verrebbe da chiedere: “ma cosa si pretende di più da uno spazio per destinarlo e quindi attrezzato”?
E il tempo intanto passa…
Osservatorio sulla città – Nardò (Le) -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.















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