NARDO'- Berlusconi è passato, come l'influenza, ma gli strascichi mediatici fanno ancora sternutire.
Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori, la 18enne che può essere considerata all'apice del sexy-gate dell'ex premier Silvio Berlusconi, nella mattinata di oggi sarà davanti al giudice di pace del tribunale di Maglie per i reati che le sono contestati e cioè per aver minacciato di ingiusto danno ed offeso nel decoro e nell'onore un imprenditore di Nardò, Mino Brandolino, di 35 anni.
La giovane donna è stata stata citata in giudizio già una prima volta dal Pm della Procura della Repubblica di Lecce, Antonio De Donno. Eravamo a metà giugno e curiosi dell'intera provincia erano pronti a far tappa nella città magliese per assistere al processo dell'anno. Ma di Ruby, in quell'occasione, non ci fu nemmeno l'ombra. Solo successivamente fu possibile scoprire che la donna non aveva ricevuto l'atto di citazione o, meglio, che era stato impossibile recapitarglielo per una difficile reperibilità della stessa nel suo luogo di abituale residenza, Genova.
Una volta può succedere, due no. Oppure sì se la Ruby decidesse volontariamente di non presentarsi. Intanto la “squadra” che tutela Brandolino è pronta con i legali Francesca Conte e Tony Falangone. La donna, invece, è assistita da un avvocato d'ufficio, Tony Indino di Tricase.
I fatti risalgono al 13 marzo di quest'anno quando Brandolino, per lanciare il suo nuovo locale nella città magliese, si inventa una cena con Ruby. Ma la signorina, impaurita e contestata da un folto gruppo di persone con striscioni e fischietti, arriva al “tempo Zero” in ritardo. Pare di tre ore. E riesce ad entrare nel locale, ormai semideserto, intorno all'una di notte mentre duecento persone all'esterno urlano e gettano uova.
Brandolino non transige e non corrisponde i 10mila euro pattuiti. Così, fine serata, la ragazza ha un diverbio furioso con il gestore che accusa anche un malore e deve intervenire il 118. Lui, in sostanza, non vuole pagare il corrispettivo alla donna e lei – secondo l'accusa formulata da Brandolino e le parole presenti nella citazione in giudizio – così apostrofa l'uomo: “io ti faccio passare i guai, stai attento, perché non sai chi sono. Io ho messo in ginocchio l'Italia e l'ho messa in (…) a Berlusconi. Figuriamoci se non faccio lo stesso con una checca senza attributi”.
La serata finisce con Brandolino steso per terra mentre i medici accertano uno stress che ora varrebbe 100mila euro di risarcimento.















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