NARDO' - Un noto artigiano di Nardò ci scrive. Ma, soprattutto, scrive al sindaco.
Innanzi tutto voglio fare un plauso attraverso il Suo giornale, alle quelle Amministrazioni Comunali che hanno fatto in modo di avere in città (finalmente), una pista ciclabile anche se molto corta, che viene utilizzata e consumata dalle prime ore mattutine fino a notte fonda (vedi footing), ma in particolare alcune strade le principali specialmente, dotate di un manto stradale come si conviene, di prima qualità e anche bello da vedere, un plauso va anche alla ditta che ha curato le caditoie pluviali ed il ripristino dei tombini eseguiti in maniera mirabile e non come è stato fatto in passato che tutti ricordano (speriamo solo che il tempo mi dia ragione); anche se capisco le difficoltà economiche soprattutto, in cui ogni giorno i n/s amministratori si scontrano, ma a questo proposito vorrei suggerire alcune idee che possano in qualche modo dare a questa illustre città un aspetto diverso da quello che il cittadino è solito vedere nell’immagine quotidiana.
Prendiamo ad esempio la cura della vegetazione privata, intendo quella che è prospiciente la strada pubblica; bene queste piante sopratutto pini oltre che a devastare il manto stradale ( basta vedere ad esempio via pagani altezza ex Zagas) le fronde degli alberi e siepi in alcuni casi sono inferiori a due metri di altezza (vedi ad esempio la via che da villa Giulio conduce a portoselvaggio), ma soprattuttomi domando se queste defezioni dovessero, ed è già successo, causare danni a persone e cose, chi è che paga ? tutti noi?
Di qua la proposta: il sindaco con propria ordinanza dovrebbe obbligare i proprietari di terreni, ville, giardini ecc. a ripristinare a proprie spese i danni che dette piante portano alla comunità, e a curare la mondatura degli alberi e arbusti vari per le altezze previste dal codice della strada, e le siepi che dalle proprietà private invadono le strade, i marciapidi ( vedi i marciapiedi della pista ciclabile di via Gallipoli e di fronte ) con evidente disagio e pericolo di coloro che vi transitano.
In alternativa, il comune provvederebbe a ciò addebitandone le spese ai relativi proprietari.
Mi fermo qui per ora, nella speranza che il giornale da Lei diretto pubblichi questa mia lettera e sopratutto si faccia portavoce presso coloro i quali sono preposti affinché questa proposta si concretizzi.
Cordialità, Francesco Adamo















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