COPERTINO - Trasferire nella sede di Nardò le ultime branche specialistiche presenti nell’articolazione distrettuale di Copertino (ex Inam)? Non se ne parla proprio: la politica protesta con il dirigente sanitario del distretto.
«La città torni ad essere quel polo sanitario territoriale che per decenni ha offerto i suoi servizi ad oltre centomila utenti».
E’ quanto chiede il consigliere comunale di Partecipare per cambiare, Pietro Nestola, dopo le disposizioni del direttore del distretto di Nardò, Umberto Caracciolo, di trasferire nella sede neritina le ultime branche specialistiche presenti nell’articolazione distrettuale di Copertino (ex Inam).
All’indomani della seduta consiliare del 27 agosto, sciolta per l’assenza in blocco della maggioranza e nel corso del quale era stata inserita una mozione a firma dello stesso consigliere con il quale veniva chiesto al direttore generale dell’Asl l’immediata riattivazione del servizio poliambulatoriale, la problematica appare molto lontana dalla soluzione.
Fermo restando il contenuto della mozione con cui Nestola chiede la riattivazione di neurologia, reumatologia, dermatologia, e non appena saranno conclusi i lavori di adeguamento in atto presso l’edificio, anche l’attivazione di odontoiatria, cardiologia, oculistica, pediatria, chirurgia e fisiatria, lo stesso consigliere per niente rassegnato, ha infatti incontrato il direttore sanitario dell’Asl Lecce, Ottavio Narracci, che avrebbe assicurato il proprio impegno al riguardo.
Oltretutto, in una nota diretta al sindaco, Giuseppe Rosafio e ai capigruppo consiliari, Nestola sollecita un impegno diretto affinché il poliambulatorio ritorni a funzionare a Copertino.
«Considerato che l’ultima seduta consiliare è andata deserta per mancanza del numero legale –afferma - e che nel contempo gli specialisti ambulatoriali operanti presso la sede di Copertino, ad accezione dello specialista ortopedico, saranno attivi a Nardò da settembre, ritengo opportuno che ciascuno dia il proprio contributo affinché la sanità territoriale a Copertino torni a svolgere quel ruolo che per decenni ha svolto a favore della popolazione compresa nel raggio di oltre dieci chilometri».















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