NARDO' - Nell’ambito della divulgazione delle bellezze, del patrimonio artistico e architettonico del nostro paese che l’Osservatorio sulla città cerca costantemente di evidenziare con modi, metodi e in tutte le forme possibili di comunicazione (sempree solo con iniziative volontarie), oggi ci fermiamo ad osservare tutti gli omuncoli scolpiti sulla facciata di S. Domenico a Nardò.
Ad osservarlo bene, il S. Domenico di Nardò appare come un’originale bellissima pagina di un prezioso codice miniato e, proprio come una pagina, va letta con attenzione. Leggere vuol dire però tradurre dei linguaggi e dei simboli. E’ proprio quello che proveremo a fare. La premessa è semplice, ma importante: ciò che sarebbe stato facile leggere, per un uomo medievale o del primo cinquecento, non lo è per noi.
Nel Medioevo, infatti, esistono dei gesti delle mani o delle posture del corpo che, in genere, venivano lette dal popolo diversamente da come possiamo concepirle adesso.
Infatti costituiscono dei codici precisi e riconoscibili da tutti come quelli desumibili nelle tante opere d’arte antiche. Numerose infatti le formelle, i mosaici, le pitture e le sculture analizzate per questo studio. Ciò che appare indicativo, per esempio, è che l’espressione del volto degli omuncoli della facciata, per la maggior è parte simile.
Ciò conferma che l’attenzione va rivolta alla loro postura, agli oggetti che essi sorreggono o alla posizione delle mani.Iniziamo dunque ad indagarli. Ma sono tanti i particolari che ci faranno scoprire numerose sorprese.
Lo studio è già stato riportato on-line e con successo un po’ di tempo fa, ma fa piacere riproporre queste notizie auspicando che diventino sempre più diffuse tra i nostri concittadini.
L’anno prossimo 2013 è un grande anno per Nardò e la nostra Diocesi, in particolare, proprio l’11 gennaio è il giorno del suo 600° anniversario (1413 – 2013), quel giorno infatti venne emessa la bolla dal pontefice Giovanni XXIII. Ciò che l’Osservatorio sulla città auspica, è che occorre informarci un po’ di più su ciò che è stata Nardò nel passato, per poterla comprendere, preservarla e rispettarla sempre di più. Per cui occorre predisporsi in maniera attenta, responsabile, sensibile e condividerne insieme, un momento che davvero rappresenta la storia ‘comune’ di tutti noi.
Analisi degli omuncoli della facciata:
Osservatorio sulla città Nardò – (Le)
















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