LECCE - Nella mattinata odierna i carabinieri della stazione di Cavallino hanno eseguito un provvedimento cautelare, emesso dal gip Lariccia, a carico di un rumeno (N.V.), 32enne residente a Lecce, accusato di stalking e violenza sessuale.
La triste storia è di quest’estate quando, il 21 luglio, una sua connazionale – che chiameremo convenzionalmente celeste di cavallino – denunciava ala locale stazione cc di avere subito una violenza sessuale poche ore prima, dal suo ex ragazzo.
Venivano immediatamente eseguiti i doverosi accertamenti clinici ed esami scientifici per verificare la fondatezza della denuncia: i primi risultati davano esito positivo, e anche in considerazione di ciò la ragazza decideva di raccontare la sua storia, fatta di persecuzioni, violenze, minacce ed umiliazioni subite da quello che si era trasformato da uomo amato ad aguzzino.
Infatti, alla base di tutto, vi era la rottura del loro rapporto sentimentale, risalente al marzo di quest’anno, per la quale il 32enne rumeno non riusciva a farsene una ragione ed a cui aveva fatto seguire pedinamenti, aggressioni verbali, veri e propri “assalti” presso l’abitazione della ragazza.
L’apice era stato raggiunto proprio la sera di quel maledetto 21 luglio quando, durante un incontro apparentemente casuale nella villa di lecce, l’uomo le sottraeva il telefono costringendola a seguirlo a casa sua per poterlo recuperare: in quell’occasione, contro la sua volontà, celeste subiva pesanti abusi sessuali. raggiunta la disperazione, la donna si recava dai carabinieri, rivelando gli scabrosi retroscena della vicenda. i militari, toccati dallo stato d’animo di celeste ma freddi nell’impostare i passi investigativi, innescavano una serie di accertamenti tecnici e testimoniali, riuscendo a ricostruire nel dettaglio tutte le fasi delle persecuzioni e violenze, riscontrando a pieno l’assoluta veridicità di quanto raccontato dalla donna.
Ma vi è di più: n.v., venuto a conoscenza che la sua ex stava collaborando con i militari, iniziava un’assillante opera di “stalking” fatta di infinite telefonate, pedinamenti, tentavi – anche violenti – di entrare in casa, al fine di dissuaderla dal proseguire la collaborazione con i carabinieri, generando ulteriori timori e paure. l’aguzzino era arrivato al punto di minacciare la donna di fare del male ai suoi parenti in romania.
Il pesante quadro probatorio è stato compendiato nella richiesta di o.c.c. avanzata dalla procura della repubblica (dott.ssa guglielmi) che – condividendo totalmente gli elementi raccolti dai carabinieri di cavallino – adiva il gip di lecce, il quale disponeva gli arresti domiciliari per il 32enne.
Il provvedimento è stato così eseguito questa mattina, a conclusione di una delicata indagine.















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