LECCE - In occasione del secondo congresso internazionale sul turismo religioso, organizzato in territorio salentino dal 26 al 28 ottobre 2012 dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, in collaborazione con le Università di Haifa, Monaco di Baviera, "Alma Mater Studiorum" Università di Bologna, University of Waikato, A.T.L.A.S., Accademia di Belle Arti di Lecce e Associazione Via Francigena Pugliese, il Coro Polifonico dell’Università del Salento saluta gli illustri ospiti con una serata concertistica.
iL CONCERTO SI TIENE OGGI sabato 27 Ottobre 2012, presso la Chiesa di S. Maria del Carmine - P. zza Tancredi - Lecce, ore 19.00, in occasione del II Congresso Internazionale sul Turismo religioso.
L’eccezionale evento vuole siglare anche la Cerimonia di restituzione al culto, a seguito dei
lavori di restauro, della Chiesa di S. Maria del Carmine, adiacente al Rettorato, splendido
monumento architettonico di gusto barocco leccese realizzato su disegno dall’architetto Cino che vi lavorò sino al 1722, anno della sua morte e terminato dal Manieri nel 1737.
Alla compagine corale e all’intervento solistico di Rita Capparelli, Simone De Luca, Federica
Gentile, Giuseppe Gerardi, Adriana Quarta, Silvia Rosato Franchini e Francesca Zacheo è affidato il compito di far cogliere il fascino e la ricchezza delle composizioni in programma per la serata.
In apertura un brano celeberrimo del repertorio di musica sacra, il mottetto Lauda Jerusalem di Vivaldi, più volte eseguito dal Coro polifonico con grande successo e risonanza.
Fa seguito un’esecuzione antologica del Te Deum di Charpentier. Di esso famosa l’introduzione per essere stata adottata come sigla delle trasmissioni televisive in Eurovisione quale simbolo sonoro dell’intera Europa.
La componente corale si afferma fortemente nell’interpretazione del brano successivo, l’Alleluja dall’oratorio “Messia” di Händel, dove, all’assunto religioso si coniuga un elegante e sobrio carattere di intrattenimento teatrale.
Affidato ai soli ruoli solistici è lo Stabat Mater di Pergolesi, cui fa seguito un’intensa pagina di
autentica spiritualità, il mottetto Ave Verum di Mozart. Scritto alla fine della sua breve esistenza, in esso Mozart ha saputo trasfondere tutto il suo intenso percorso sulla meditazione del mistero dell’Incarnazione e del dolore.
Di Rossini sono le accorate suppliche Inflammatus (da “Stabat Mater”) e Agnus Dei (dalla
“Petite Messe Solennelle”) che il Coro esegue, a metà serata, in dialogo con le soliste, cui si
aggiungono le preghiere Ave Maria (da “Otello”) di Verdi e Ave Maria del francese Saint-Saëns.
Quest’ultima è proposta per l’occasione nell’elaborazione polifonico-strumentale di Luigi De Luca.
A conclusione della serata concertistica il brano Et Incarnatus di Puccini, vero gioiello del
“Credo, un “concertato” tra la voce solista e il coro e il Finale dal gioioso “Te Deum” di Dvořák.















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