NARDO’ – Sull’esposto-querela, oltre a Mirella Bianco, intervengono anche i consiglieri Antonella Bruno, Pippi Mellone, Oronzo Capoti e Paolo Maccagnano. Questi evidenziano che i revisori abbiano protocollato una denuncia, inviata per conoscenza a tutti i consiglieri comunali, ma a ricevere l’atto siano stati solo in pochi, “almeno fino a quando le nostre proteste non hanno indotto gli uffici a provvedere in tal senso”.
Tra i gruppi di opposizione solo il Pdl aveva infatti ricevuto la nota, mentre tutti gli altri avrebbero dovuto aspettare almeno fino a lunedì dal momento che il segretario generale avrebbe chiesto di interrompere la notifica “per motivi procedurali”.
“Insomma, l’approssimarsi dell’appuntamento con il bilancio, che siamo sicuri sarà approvato (e poi non si lamentino delle denunce), continua ad essere funestato da azioni quantomeno censurabili. A questo si aggiunga il commento di qualche consigliere di maggioranza che, all’indirizzo del presidente dei revisori, ha rivolto un ironico ringraziamento per il “regalino” ricevuto come se il deposito della denuncia alla Procura della Corte dei Conti non fosse un atto dovuto, e come se tutto quanto da noi sostenuto in questi mesi fosse solo frutto della fantasia e non, invece, la presa di coscienza e la denuncia di un modo di amministrare inadeguato e che, proprio perché si protrae da molti anni, deve essere fermato”.
Con la nota protocollata in mattinata, il collegio dei revisori dei conti ha reso noto al sindaco, agli assessori e a tutti i consiglieri di aver chiesto l’intervento della Procura della Corte dei Conti al fine di accertare profili di illegittimità negli atti amministrativi e valutare eventuali ipotesi di responsabilità erariale di amministratori, consiglieri, sindaco, segretario generale e responsabili di settore.
La vicenda riguarda l’approvazione di debiti fuori bilancio, avvenuta fino al 18 ottobre 2012, ed il loro pagamento imputabile agli esercizi finanziari degli anni 2010, 2011 e 2012. Per questi si chiede alla Procura della Corte dei Conti di valutare il danno che, a parere dei revisori, potrebbe ammontare ad oltre 300 mila euro.
Nella denuncia i Revisori analizzano dettagliatamente tali debiti fuori bilancio, ascrivendo le responsabilità alla mancata quantificazione sia dell’utilità del bene acquisito o del servizio fornito che dell’arricchimento dell’Ente, con l’addebito alle casse comunali dell’intero importo, comprensivo delle spese di giudizio e degli interessi in fattispecie culminate in precetti e pignoramenti. Tra le altre motivazioni anche il mancato accertamento delle responsabilità dovute a sentenze che non sono state rispettate e che hanno prodotto nuovi giudizi, così come il mancato accertamento delle ragioni e delle responsabilità che hanno impedito l’adozione delle normali procedure.















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Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
NARDO' - Cara Portadimare, mi sono convinto (insieme ad altri amici) che, in mancanza di ogni riferimento istituzionale cui evidenziare alcuni casi a dir poco paradossali, tu possa contribuire a...
NARDO' - Leggete la parte sottolineata. Ma chi doveva controllare che tutti pagassero?
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