NARDO' - A fine luglio venne arrestato perché mandava il figlio quattordicenne e la moglie a rubare in casa del suocero. Ora è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione, che dovrà scontare.
Il suo legale, Ezio Maria Tarantino, ha richiesto il giudizio abbreviato e nei giorni scorsi è stato celebrato il processo a Lecce davanti al gip Vincenzo Brancato. All'uomo era stato contestato il reato di concorso nella perpetrazione del furto ma anche di aver costretto moglie e figlio, minorenne, a compiere il furto stesso mediante minaccia. Inoltre era accusato di detenzione illegale d'arma ed evasione dai domiciliari proprio perché, per nascondere il fucile rubato al suocero, era uscito dalla propria abitazione.
M.C. è stato condannato così a due anni e sei mesi che dovrà scontare per intero. Quattro mesi sono già trascorsi per cui gli restano poco più di due anni in carcere.
Non c'é stata costituzione di parte civile da parte dei suoceri derubati. L'avvocato ha sostenuto la tesi che il fatto sia maturato per la disperazione economica connessa allo stato di detenzione dell'uomo, obbligato a restare in casa per un altro furto, praticamente analogo ma in casa di conoscenti, consumato ai primi di giugno.
I fatti: un residente in via Pignatelli denuncia ai carabinieri, a fine luglio, il furto di televisore a schermo piatto di 32 pollici e, dalla camera da letto, di un fucile da caccia a canne sovrapposte, da lui regolarmente detenuto.
Testimoni dichiarano di aver visto l'auto del genero, proprio il 32enne, parcheggiare sotto casa. I militari interrogano il 14enne, figlio dell'uomo, il quale conferma di essere andato in casa dei nonni materni, con la madre, per perpetrare il furto in quanto costretto dal padre con minacce di ogni genere: di sfasciare i mobili di casa, di picchiare la madre e lui stesso.
La collaborazione con i militari funziona anche con la donna: la moglie recupera il fucile, rinvenendolo in un fondo distante circa 50 metri dall’abitazione.
Così il 32enne, che in parte ammette quanto è accaduto, viene tratto in arresto per evasione cui, dopo, si aggiungeranno le altre contestazioni.















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