PORTO CESAREO - Dall’Adriatico allo Ionio, la Puglia è assediata dai cercatori di oro nero.
L’avviso pubblicato giovedì sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno dalla Shell Italia E&P spa ha avuto un effetto dirompente. La multinazionale del petrolio ha presentato istanza per l’avvio di due procedure di Valutazione di impatto ambientale (Via) per altrettanti permessi di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in mare.
I progetti hanno titoli impronunciabili: «d 73 F.R.-SH»; «d 74 F.R.-SH». Nuovi incubi per gli ambientalisti. L’area in cui si ha intenzione di effettuare il sondaggio è vastissima: 1.348,2 chilometri quadrati. Il punto più a nord dista da Taranto appena 50 chilometri. Poco più distanti, a ovest, Porto Cesareo e Gallipoli. La Shell ha inviato l’istanza il 15 novembre e depositato la documentazione, oltre che al Ministero dell’Ambiente, anche presso le Province di Taranto e Lecce e nei Comuni rivieraschi interessati.
Sono 13 le amministrazioni salentine chiamate in causa: Porto Cesareo, Nardò, Galatone, Sannicola, Gallipoli, Taviano, Racale, Alliste, Ugento, Salve, Morciano di Leuca, Patù, Castrignano del Capo. Entro 60 giorni dall’avviso pubblico (consegnato il 20 novembre) chiunque potrà presentare in forma scritta le sue osservazioni. Per le trivellazioni Shell Italia ha intenzione di usare una piattaforma semisommergibile di grande impatto, quantomeno visivo.
Il sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano, è già sul piede di guerra: «Mi sono sentito con il sindaco di Policoro. Cercheremo di contrastare le trivellazioni nel nostro mare, a poca distanza da una costa ricca di comuni che vivono di turismo e che sicuramente subirebbero seri danni, come minimo di immagine, dalla presenza delle piattaforme. Senza dimenticare che nel nostro territorio insiste un’area marina protetta di grande valore». Letto l’avviso pubblico sul giornale è partito un tam-tam sul web per stoppare la «shelleratezza».
A far girare le mail è il revisore dei conti del Comune di Porto Cesareo, Stefano De Maglio, stavolta in piena sintonia col sindaco: «Non vogliamo altre strutture che anche solo potenzialmente possano danneggiare la salute dei nostri figli». A breve sarà costituito un Comitato. La prima riunione si svolgerà mercoledì alle 17 in una sala del ristorante Bacino Grande. «Faremo le barricate», dice De Maglio. «Chi vuol sostenerci può contattarmi alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.».
Anche l’avvocato Alfio Medea ha subito scritto al Comune di Porto Cesareo ed al presidente della Provincia, Antonio Gabellone: «Voglio augurarmi che, a tutela del mare, unica fonte di ricchezza per la popolazione, il consiglio comunale assuma ogni iniziativa utile».















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