NARDO’ – Dopo una lotta a tratti senza esclusione di colpi, i ragazzi del Galilei ottengono l’autogestione della scuola fino alla fine della settimana. Un programma, molte idee e tanta voglia di partecipare.
Sono riusciti a stupirci anche stavolta. Dopo gli incontri terminati con il corteo improvvisato della settimana scorsa, pochi avrebbero immaginato un’altra azione di rottura da parte degli studenti; e invece, lunedì mattina, i ragazzi del Galilei mettono in atto la strategia messa a punto nei giorni precedenti e occupano la scuola. Martedì pomeriggio, la svolta: l’occupazione si trasforma in autogestione e, se non altro, la cosa esce dall’illegalità generale.
Naturalmente il percorso che ha portato gli studenti ad ottenere l’autogestione della scuola non è stato certo in discesa. Di mezzo, come sempre succede in questi casi, ci sono state tante riunioni e assemblee per decidere cosa fare ad ogni aggiornamento della situazione o proposta della controparte. Il momento decisivo è stato indubbiamente martedì pomeriggio. Alle 16 viene convocata un’assemblea straordinaria con genitori, preside e rappresentanti; alle 18 comincia la festa in via Ferri.
Dopo due ore di confronto, inizia il tam-tam di messaggi e notifiche sui cellulari dei ragazzi: finalmente hanno ottenuto l’autogestione. Alla fine si è tornati a soddisfare semplicemente quella che era la richiesta iniziale dei ragazzi, ma di mezzo ci sono stati due giorni intensissimi per entrambe le parti. Il lavoro vero però, per i ragazzi, non è certo cominciato dalle 8 di lunedì mattina; certo, il momento in cui hanno dovuto far valere le loro ragioni e richieste è stato senza dubbio importante, ma ancora più importante è dimostrare all’intera città e all’opinione pubblica che una didattica alternativa è possibile. Attraverso cineforum, cartelloni e momenti di discussione, gli studenti stanno insegnando partecipazione. E ai più critici che bollano questa settimana come un banale (e anche piuttosto sminuente) break pre-Natale, si risponde con i fatti.
A dispiacere è senz’altro il fatto che si sia dovuti arrivare a una situazione di aperto contrasto tra insegnanti e studenti per ottenere dei risultati. Tuttavia, non sarebbe il caso di parlare di vinti e vincitori; anche i professori, guardando con attenzione a quello che sta accadendo a scuola in questi giorni, potrebbero scoprire qualcosa di più sui ragazzi che hanno in classe ogni giorno.
Anche perché “non si smette mai di imparare”, no?















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