NARDO' - Il comunicato a "sindacati unificati" delle associazioni studentesche provinciali sulla (in)decisione dell'amministrazione comunale a costituirsi parte civile nel processo contro il caporalato.
Le tre scimmiette, non vedo, non sento e non parlo si sono impossessate del comune di Nardò. I problemi non si vedono, nessuno ne deve parlare, nessuno ha sentito nulla. Eppure a Nardò qualcosa è successo: la città è stata protagonista di una rivolta sociale senza precedenti. I lavoratori migranti sfruttati e sottopagati, due anni fa, hanno deciso di alzare la testa e ribellarsi ai caporali. Quegli stessi caporali che l’anno scorso sono stati arrestati con accuse pesanti e gravissime: riduzione in schiavitù in primis.
I lavoratori stagionali sono invisibili e sono lasciati letteralmente morire nei casolari abbandonati e nelle campagne. Sono in centinaia, uomini costretti a raccogliere pomodori e angurie in condizioni lavorative pessime, ma anche donne, costrette a prostituirsi per gli interessi di imprenditori mafiosi, che il Comune, ad oggi, ha deciso di tutelare.
Tra pochi giorni infatti, si terrà il processo contro i presunti caporali, ma gran parte dell’Amministrazione non vuole che il Comune si costituisca parte civile per dire ciò che è realmente accaduto. E’ un fatto gravissimo. Le scuse trovate sono a dir poco ridicole: si fa riferimento al buon nome della città che, insignita del titolo di “comune di accoglienza”, non può essere accostato al termine “schiavismo”. E ancora, si dice che se il comune decidesse di schierarsi contro gli imprenditori accusati di caporalato, darebbe un duro colpo alla già precaria situazione economica della città.
Noi, studentesse e studenti dell’Unione degli Studenti provincia di Lecce e di Link-UDU Lecce, che già abbiamo trattato più volte il tema nelle nostre assemblee, e che continueremo a farlo, vogliamo ricordare al Comune neretino che è vergognoso quanto sta accadendo: i diritti umani sono valori imprescindibili che non possono assoggettarsi all’interesse economico. La crisi ha colpito l’intero Paese, ma questo non giustifica gli imprenditori a ridurre in schiavitù altri uomini che hanno l’unica colpa di essere nati in Paesi dilaniati dalla povertà, che cercano solo la speranza di un futuro rispettabile e dignitoso.
Inoltre, il processo non si è ancora concluso, e sarà, speriamo, la giustizia a decretare chi è colpevole e chi no.
Quello che l’Amministrazione della città deve fare non è schierarsi a favore o meno degli accusati, ma solo riferire ciò che è accaduto, dando un forte segnale sociale e politico a difesa della legalità e del rispetto di altri esseri umani, valori che in questa città, ad oggi, sono purtroppo mancati.
Le medaglie all’onore che la città ha ricevuto sono sicuramente importanti, ma possiamo lucidarle ed esporle al mondo in un altro momento, perché adesso, quei trofei, sono sporchi della vergogna e dell’indifferenza che hanno colpito tutti noi e che non si toglieranno facilmente.
Unione degli Studenti Nardò
Unione degli Studenti provincia Lecce
LINK-UDU Lecce















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