NARDO' - Un mese fa, la comunità neretina è stata segnata da un grave ed improvviso lutto: quello del direttore Orazio Romano.
Sì, il direttore!
Perché è così che tutti lo conoscevano, essendo stato direttore didattico -dirigente scolastico nella nuova accezione semantica- del circolo di via Pilanuova.
Una grave perdita quella di Orazino, come lo chiamavano gli amici, non solo per la scuola, dove era molto conosciuto, ma anche per il mondo culturale e politico.
Non saprei dire, con precisione, a quale gruppo politico ultimamente appartenesse, ma di certo le sue simpatie erano rivolte al centro-sinistra, perché lo ricordo in compagnia di esponenti politici neritini di tale tendenza.
Presenziava ad incontri di spessore promossi da associazioni e movimenti culturali
presenti nella nostra città, ultimo quello che si è tenuto nel Chiostro dei Carmelitani
nel mese di novembre, che ha ospitato, tra i relatori, il prof. Mario Signore del-l’Università del Salento.
Ma è soprattutto per la scuola che ha speso il suo impegno maggiore.
Nei primi anni ottanta, quando questa istituzione, come tutta la società, viveva un momento di fervore e di ricerca di cambiamento, egli, assunta da poco la dirigenza di via Pilanuova, ne cambiò volto allargando l’offerta formativa.
Per volontà dell’Amministrazione Comunale vennero istituiti importanti servizi rivolti agli alunni e alle famiglie, quali le attività integrative e l’assistenza per favorire l’ntegrazione scolastica agli alunni portatori di handicaps, per cui
si richiese l’impiego di un congruo numero di giovani insegnanti, che espletavano le attività laboratoriali e ricreativo-culturali accanto ai docenti curriculari, i quali non sempre erano pronti ad accogliere queste novità.
Ed è proprio in questa circostanza che l’ho conosciuto, facendo io parte di una cooperativa di servizi per l’integrazione.
Il direttore Romano non solo era uno studioso, ma era anche molto attento alle richieste di una didattica nuova che si respirava nel Paese e desiderava che il suo circolo didattico fosse all’avanguardia .
Fu sempre accanto a noi giovani operatori per sostenerci nella formazione e nelle battaglie di rinnovo delle convenzioni e di sollecito di pagamenti.
Dispensava consigli utili e preziosi e lo faceva con amore filiale, con generosità e in modo gratuito.
Quando andavamo a trovarlo a scuola, ci accoglieva nel suo ufficio di direzione,
arredato in modo sobrio. Ricordo la sua scrivania, sempre colma di pile apparentemente disordinate di libri che, comunque, non coprivano la sua figura maestosa. Sollevava gli occhiali e li metteva in posa sulla fronte e ci ascoltava e nel rispondere intercalava efficacemente frasi e parole dialettali che, oltre a suscitare ilarità, rendevano il colloquio più familiare.
Quanti ricordi!
Certo… ora che non c’è più, non potremo più incontrarlo, a passeggio, di sera, lungo via XX Settembre, ora con questo ora con quell’amico, a confabulare di chissà chi e chissà che cosa!
Improvvisamente se ne è andato una mattina, qualche giorno prima di Natale, lasciando increduli i suoi familiari e quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorare con lui.
Se ne è andato un uomo retto, generoso ed onesto…che peccato!
Lucia Climaco















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