NARDO' - Giganti di cemento lungo la costa di Nardò: c'è chi giudica gli interventi come un toccasana per l'economia della zona per decenni.
I due villaggi previsti sulla costa neritina, Costa dei Cafari e Sarparea, comporteranno lo scarico di una quantità immensa di calcestruzzo, asfalto, tubazioni, impianti. Praticamente due paesi: il primo, più piccolo perché il comparto insiste su “soli” sedici ettari vicino a Sant'Isidoro. Ma verrebbe realizzato all'interno di un immenso uliveto secolare le cui tracce risalgono al Quattrocento.
Il secondo, immenso su 60 ettari, si distenderebbe nell'immediato entroterra tra l'area di Uluzzo - La Cicora e Torre Inserraglio. Per questi motivi la Regione Puglia ha messo un vaglio ai due progetti, sottoponendoli entrambi a valutazione ambientale strategica. La cosiddetta Vas.
Ma c'è chi protesta con decisione nei confronti di chi osteggia gli interventi. La Società Operaia di Nardò ritiene che non sia pensabile che “davanti alle poche occasioni di sviluppo che il nostro territorio può avere c'è chi è deciso ad osteggiare ogni azione, senza riflettere in alcun modo sulle possibili ricadute, anche occupazionali”. La Società ritiene che sia giunto il momento di far sentire la propria voce "visto che stiamo vivendo in un periodo ed in un contesto in cui la crisi si fa particolarmente sentire".
Secondo il sodalizio i due progetti potrebbero fornire lavoro a diversi artigiani, almeno per i prossimi dieci anni. “Oltre alle decine di posti di lavoro – spiegano – che verrebbero create una volta che alberghi e villaggi arriveranno a funzionare a pieno regime”.
Comprendono le ragioni di chi si fa “paladino dell'ambiente” ma ribadiscono di voler fare sentire “la voce del tessuto produttivo di questa città che rischia di essere annientato dalla crisi”.
“Non entriamo nel merito dei progetti, per questo ci sono gli uffici competenti – spiegano dalla Società – ma a tutti, ambientalisti compresi, diciamo che il no a tutto significa eliminare le poche prospettive che gli artigiani hanno per vedere risollevate le proprie sorti. Gli investimenti per decine di milioni di euro – concludono – non si respingono solo perché lo hanno deciso gli ambientalisti. Noi siamo decisamente tanti e vogliamo rappresentare con forza le nostre istanze e necessità, ponendoci come interlocutori della politica al pari degli ambientalisti”.















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Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
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