NARDO' - I fatti d'Africa, che stanno continuando ad accadere e raccontano le tensioni che albergano in quel continente, ci permettono di ripescare uno scritto molto interessante inviato appositamente per portadiMare. Gustoso, frizzante così come è l'intelligenza del suo autore, Luigi Nanni, ci spiega che fine dovrebbe fare la targa di una vecchia via della città, che si trova tra piazzetta La Rosa e il crocevia tra via Don Minzoni, via Lata e via Nicola Ingusci. Ma è giusto, oppure no, fare quello che Nanni consiglia? Leggete e parlatene tutti.
NARDO’ - VIA TRIPOLI ITALIANA
Tra nefandezza e ridicolaggine
Prima che l’oblìo scenda definitivamente sulla vicenda-Gheddafi e sulla sua fine violenta e crudele che non ha scosso più di tanto le democrazie occidentali (anzi, per tutti si è trattato di vero sollievo e colpo di fortuna), cerchiamo anche noi (s’intende, noi di Nardò) di rimuovere quella nefandezza che risponde alla vecchia intitolazione della strada “Tripoli Italiana”, che ricorda semplicemente un passato di sopraffazione e disonore per il nostro paese.
A dire il vero, quella targa sta lì da decenni, ma le varie commissioni della toponomastica forse non si sono accorti del problema. Più verosimilmente, non lo hanno capito. Peraltro, facciamo in modo di …aiutare i libici nella ricostruzione del paese, minacciato proprio dalla spaccatura tra Tripolitania e Cirenaica, dall’esistenza di decine di tribù, ciascuna con la sua quota di potere.
Indipendentemente da noi, poi, petrolio, lusinghe e baciamano potrebbero continuare ad esistere, alimentando i despoti di turno. Ma noi (di Nardò) oggi non possiamo certo rischiare e dovremmo fare la nostra parte, seppure piccola-piccola, cominciando col vedere cancellata quella via.
Il fatto, poi, che risulti defilata rispetto alle maggiori arterie, non cambia ovviamente i termini della questione. Però, ve lo immaginate un emissario della nuova Libia in visita a Nardò (può succedere? Certo che sì; anzi, sarebbe auspicabile) e decidesse, dopo l’incontro istituzionale a Palazzo Personè, di voler fare un giro nel centro storico della città (ha saputo, non si sa da chi, che lo vogliono restaurare per bene), cominciando dal curioso tempietto dell’Osanna, che gli ricorda qualcosa delle sue parti (ma, ahimè, nel fossato scopre rifiuti e immondizia che stanno lì da sin troppo tempo), per proseguire con la bella ma trascurata Piazza Salandra; (del …bell’Antonio ne ha sentito parlare, quello de “la nostra guerra è santa”), e, a pochi passi, l’interessante ex Chiesa Madonna della Rosa (che troverebbe sistematicamente chiusa), prima d’imbattersi in quella via.
Nel leggerla resterebbe stordito.
Tanto da chiedersi se è poi vero che la Libia si sia poi affrancata dall’Italia, se ancora esiste una sorta di protettorato. Preoccupato, chiamerebbe subito in patria e, riferirebbe su quanto ha scoperto. Potremmo rischiare delle conseguenze. C’è un modo agevole per scansarle: rimuovere immediatamente quella targa semplicemente ridicola.















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Gent.mo direttore, le allego un bell'articolo del Corriere della Sera.
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