NARDO' - Dal Consiglio comunale ultimo scompare il punto all'ordine del giorno che prevede il rinnovo dei componenti del consiglio d'amministrazione dell'Area marina protetta: sono cinque anni che i tre rappresentanti della città (due per la maggioranza e uno per l'opposizione) non governano nell'Amp che in questi anni ha gestito fior di progetti come quello, milionario, delle “torri costiere sentinelle di legalità” grazie al quale sono stati affidati una ventina di incarichi professionali. Con serenità diciamo: era ora!
Come volevasi dimostrare: a tarda ora, il punto all'ordine del giorno riguardante la nomina dei componenti per il consiglio d'amministrazione dell'Area marina protetta “Porto Cesareo” è slittato al successivo Consiglio comunale perché la maggioranza non ha trovato la quadratura del cerchio. L'intenzione di alcuni politici è di effettuare queste nomine e lasciare da parte tutto il resto mentre, l'altra tendenza, è di far rientrare tutti gli incarichi in un'unica tornata in modo da non aprire “contenziosi” tra i partiti.
Il “borsino”, intanto, vede diverse candidature per i due posti a disposizione della maggioranza: il segretario di Idv-Italia dei Valori Giovanni Portorico, l'avvocato Stefania Ronzino segnalata dal Sel (già anima critica e combattiva del circolo di Legambiente fatto sciogliere anni fa per l'integralismo dei neritini contro l'eolico), il consigliere Sergio Vaglio per Nardò Insieme.
Sorpresona, invece, da parte della minoranza che avrebbe trovato la “quasi” unanimità intorno al nome di Mino Natalizio che è rimasto, in tutti questi mesi, a fare l'assessore “ombra”. Un ruolo che, evidentemente, ha ben svolto tanto da convincere anche Mino Frasca ed i suoi consiglieri. L'unico che, molto probabilmente, non sarà allineato su questa scelta è il consigliere Oronzo Capoti che avrebbe preferito una soluzione diversa anche per motivi prettamente politici: è indignato col Pdl locale, guidato da Mino Frasca, che trascura l'integrazione della corrente "mantovaniana". Ecco perché non condivide alcuna azione che vede protagonista il gruppo pidiellino di Nardò.
Natalizio fa parte dell'Ato per i rifiuti in quota Comune di Nardò ma l'incarico non verrà scalfito perché ormai in scadenza: le Ato sono commissariate e la nuova impostazione prevede organismi che avranno un ambito provinciale sin dal prossimo anno.
La maggioranza politica di palazzo Personè ha così rispolverato una sorta di “manuale Cencelli” per riscattare una serie di postazioni mai reclamate ed ancora affidate a personalità nominate dalla precedente amministrazione. Ma la riunione di metà della scorsa settimana, svoltasi in due tronconi (uno allargato e uno ristretto ad un solo esponente per ogni singolo gruppo) ha visto una maggioranza litigiosa e non in armonia, assistita da un sindaco Risi in versione di silenzioso osservatore, intento a prendere appunti.
Morale: non c'è ancora accordo ma le “mire” della maggioranza, come si è detto, vedono in pole position l'Italia dei valori che potrebbe piazzare un suo uomo in seno all'Amp; per la seconda postazione hanno espresso una volontà IoSud/Nardò Insieme ma anche il Sel che punterebbe su un esterno. Infine anche l'Udc potrebbe avanzare la candidatura di Francesco Personè anche se ha già un proprio uomo, Pierpaolo Losavio, nel Cda del prestigioso Gruppo di azione costiera.
Per quanto riguarda il Gal Terra D'Arneo, invece, rimarrebbe in sella Cosimo Caputo (la nomina risale alla precedente consigliatura ed è considerata in quota Pd dal sindaco che non vorrebbe rovinare i rapporti) che ha, mesi fa, presentato le proprie dimissioni immediatamente respinte dal presidente Cosimo Durante.
La presidenza del Consiglio d'amministrazione della farmacia comunale potrebbe essere appannaggio di una “risorsa” di Partecipa rimasta fuori dal Consiglio comunale, Giuseppe Spano.
Infine una “spina” solenne di questa giunta: l'assessore Francesca Muci (impegnatissima con la propria professione) ha già da tempo consegnato le proprie dimissioni al sindaco e Progetto Nardò preme per l'ingresso in giunta di un proprio uomo: i papabili sono Giuseppe Tarantino (già consigliere) e Michele Muci (primo dei non eletti).
Il problema? C'è un ricorso al Consiglio di Stato che rende instabile la poltrona di Tarantino: se entrasse ora in giunta e venisse escluso il suo partito dal Consiglio, Risi si troverebbe di nuovo con la necessità di “rimpastare”.

