NARDO' - L'imponente Torre Squillace passa, in soli due anni, dal rischio di crollo ad un prestigioso consolidamento e restauro. Grazie anche alla sensibilità dei cittadini.
La storia: nel corso dell'estate del 2009, l'amministrazione comunale di Nardò, con l'allora assessore al Demanio Mino Natalizio, e la soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici di Lecce, in risposta all'appello lanciato da Marcello Gaballo quale ispettore onorario per i monumenti del Comune di Nardò, si mobilitarono per scongiurare il cedimento dell'antico manufatto di Torre Squillace.
L'edificio, risalente alla seconda metà del XVI secolo, già corroso dagli elementi atmosferici nel corso della sua secolare storia, risultava infatti ulteriormente danneggiato dalle abbondanti piogge di quel periodo e, se non si fosse intervenuti celermente, uno dei pochissimi esemplari italiani di torre costiera a pianta quadrata del territorio neritino, avrebbe rischiato di diventare un ricordo.
Già il 14 luglio del 2009 la Soprintendenza provvede alla consegna dei lavori indifferibili ed urgenti all'impresa aggiudicatrice ed a quelli ne sono seguiti altri, che hanno riguardato il restauro e il consolidamento di Torre Squillace e che oggi sono terminati.
“Ora – dice proprio Natalizio insieme al consigliere comunale Paolo Maccagnano - così come stabilito dal verbale di sopralluogo congiunto sottoscritto all'epoca per il Comune di Nardò dall'ingegnere Antonella Fiorentino, l'Amministrazione comunale, come si era impegnata a fare, dovrebbe prendere in consegna l'immobile ed attivare le procedure finalizzate al reperimento di finanziamenti comunitari per il recupero funzionale del monumento e dell'area circostante”.
L'invito rivolto al sindaco Marcello Risi è quello di richiedere in concessione la torre e, successivamente, di impegnarsi a drenare i finanziamenti per rendere fruibile ai fini turistici non solo quella ma anche la torre di di Sant'Isidoro e la torre dell'Alto al fine di creare un vero e proprio sistema di torri costiere.
“Le tre storiche testimonianze, infatti – concludono Natalizio e Maccagnano - rappresentano il fulcro vitale dell'area parco di Portoselvaggio - Palude del Capitano e dell'area marina protetta di Porto Cesareo-Nardò, e possono rappresentare un importante elemento di attrazione turistica, oltre ad avere un alto valore funzionale”.

