NARDO' - Tre zone di Nardò con l'acqua razionata da tre settimane. E le prospettive per l'estate non promettono nulla di buono. In contrada Termite, Pittuini e Pendinello, le famiglie iniziano a protestare per un mancato servizio fondamentale: l'erogazione dell'acqua potabile nel fine settimana. La storia, però, parte da molto lontano.
Il primo "taglio" alla fornitura arriva, inaspettato, cinque anni fa. I cittadini, in quell'occasione, hanno trovato subito una contromisura vincente: l'azione legale. La giustizia ha dato ragione alle istanze dei residenti ed ha intimato all'Ersap e all'Aqp di provvedere immediatamente al ripristino dell'approvvigionamento dell'acqua. Gli enti coinvolti hanno così espropriato un piccolo lotto di terra e costruito una grande cisterna sotterranea per garantire il rifornimento costante alle tante famiglie che abitano a ridosso della strada provinciale 359, la famigerata Nardò-Avetrana. Costo dell'opera 200mila euro.
Il problema, però, si è ripresentato, in tutta la sua drammaticità, nel 2012.
"All'improvviso - raccontano i cittadini, radunatisi ieri pomeriggio in una assemblea spontanea nell'agriturismo "Nonno Franco" - hanno ridotto la fornitura di acqua. Da tre settimane, ogni venerdì, sabato e domenica aprire il rubinetto e vedere l'acqua scorrere è come vincere un terno al lotto. Al momento corriamo ai ripari con le tinelle e caricando acqua da alcuni pozzi privati. Non si può, però, andare avanti così. Ci sono centinaia di famiglie, con bambini e donne incinta, che hanno bisogno di un servizio regolare". Dove va a finire l'acqua potabile?
"Il sospetto - continuano i residenti -, confermato da mezze ammissioni, è che vengano privilegiate altre zone del territorio a scapito di frazioni come il Termite". I cittadini puntano il dito contro alcuni centri turistici presenti sulla costa che nel periodo estivo, con una maggiore pressione antropica, hanno necessità di più acqua. Sul posto è arrivato anche l'assessore Flavio Maglio: "L'Amministrazione sarà al fianco dei cittadini. Nei prossimi giorni proveremo a fare chiarezza".
Le esigenze di centinaia di famiglie passerebbero così in secondo piano.

