NARDO' - Indipendenti sì, ma fino a quando? Una riflessione per capire.
Se c’è una cosa che i cittadini continuano a non capire e che fa aumentare ogni giorno di più la loro confusione fra la gente, è la posizione (rispetto all’amministrazione della città) dei cosiddetti “indipendenti”, nel nostro Consiglio Comunale.
Soprattutto in questi giorni che si paventa addirittura il loro aumento di numero. E che addirittura il gruppo degli indipendenti potrebbe formare ‘un insieme’, dagli intenti comuni, tanto da iniziare ad avere parvenza di movimento politico a sé, e assumere una nuova ‘forma’ aggregante! (ma la somma di indipendenti, genera l’indipendenza o la maggiore frammentazione creando una realtà magmatica?).
Ci permettiamo di interpretare ciò che si sente dire tra i discorsi in città:
Ma se sono tutti ‘indipendenti’ come faranno a stare insieme ?
E poi cosa vorrà dire ‘indipendenti’?
Se ognuno ‘gioca’ per conto suo, come si fa a fare squadra, a costruire una città?
E ‘indipendenti’ da chi o da cosa?
Si capirebbe questa fase di sospensione se, appunto, quest’indipendenza, durasse il tempo giusto di riflessione per concretizzare concetti e poi agire. Ma, stabilire come programma strategico politico “l’indipendenza” è, secondo noi, motivo di maggiore confusione, specialmente se, questo, volesse dire non prendere parte attiva di continua proposizione e attività. Atteggiamento che confonde di fronte alle grandi problematiche che Nardò deve affrontare dimostrando invece forza di adesione, coesione e spirito di gruppo per obiettivi chiari e responsabili.
Intanto le risposte a queste grandi problematiche tardano ad arrivare. Da molti mesi neanche ipotesi alternative o proposte con insistente cadenza dall’opposizione. Ogni tanto una mitragliata di interrogazioni che colgono tutto e tutti, tanto per confermare la propria esistenza, ma di impegni innovativi, diversi, che testimonino la discontinuità, duraturi nel tempo, niente, nisba, nulla. Vorremo vedere più forza, più decisione, più convinzione, più incisività!
Si potrà procedere con questo tipo di atteggiamento, deleterio per il paese?
E, all’impegno, alla passione, alla dedizione e al buon esempio, purtroppo ancora si sceglie… di non scegliere.
Se continua così, finirà tutto come sempre in maniera becera e, ancora una volta, la ‘cabina elettorale’, varrà tanto più “oro”, inversamente proporzionale, esattamente uguale all’inefficienza di chi, stando al potere, ha prodotto tale abominio (brutta comparazione, veramente brutta, ma la realtà a volte gioca esattamente, alla pari del contesto creato, ‘premeditatamente’, in quanto, tutti presumibilmente sono consapevoli e intelligenti).
N.B. Questo scritto vale solo come spunto per poter riflettere sulle varie componenti che guidano la città, cercando di discutere e decifrare, per i cittadini, da quale situazione siamo interessati.
Guardando sempre il bicchiere mezzo pieno, adesso è sempre più chiaro e si comprende meglio, il “sofisticato” dispositivo dell’art.67 della Costituzione Italiana, quello del perché non esiste il “vincolo di mandato”. Cioè, ogni politico una volta eletto, può spostarsi dappertutto e comunicare qualunque tipo di considerazione per motivare la sua dis-locazione.
Solo i colti lungimiranti, consapevoli, Padri Fondatori della Costituzione potevano immaginare e realizzare. Infatti, se le premesse sono quelle della responsabilità, la trasparenza, la condivisione, la costruzione del bene comune, lo studio e la ricerca della soluzione dei problemi con l’obiettivo di far crescere la collettività con coscienza critica e libertà, proprio non avendo vincolo di mandato, se ci pensate bene, la gente può capire di “chi” si è fidata, di che pasta è fatto e quali medaglie, al valore o al dis-valore, si possono appuntare, al lavoro (soluzione pratiche) o al non lavoro (sole parole), del loro ‘eletto’.
Come un perfetto codice etico esistente, ma “silente”, scritto tra le righe della legge, che condanna la politica dell’individuo, di fronte agli occhi di tutti, se interpretata solo nel suo continuo ‘peregrinare’ da luogo in luogo, da colore in colore, da verità in verità, senza agire mai. D’altronde la difficoltà di raggiungere obiettivi, invalida, non gli obiettivi, ma la persona (dando adito, per la maggior parte delle volte, al sospetto che agisca per altri interessi diversi dalla politica per la collettività). Vorrebbe dire, infatti, che quella persona non è adatta per poterla praticare, predicare, attuare ed il principio di vincolo di mandato si annullerebbe da solo, proprio per l’inadeguatezza di quell’individuo alla politica.
Geniale ossimoro taciuto, ma realizzato dai Padri Costituenti : “Mai un’ assenza (del vincolo di mandato) è stata più presente e pressante, infatti essa carica di enorme responsabilità, individuale, l’etica, l’equilibrio e la morale, della persona che sceglie di fare il ‘Politico’ “.
Tutto torna!
Semplice, no?
E Nardò comunque attende… !
Attendiamo risposte sull’argomento e riflessioni, magari, degli stessi ‘indipendenti’ tutto questo per una maggiore chiarezza di intenti che possano, democraticamente, spiegare alla gente come funziona questa città e la sospensione dal quotidiano che esiste in questo momento.
Osservatorio sulla città Nardò – (Le)

