PORTO CESAREO - “Bisogna collegare il depuratore a Nardò. Ma anche dare ai neritini quello che chiedono”. Sulla condotta sottomarina arriva la voce che mancava: quella di Porto Cesareo. E non per caso appartiene all'ex presidente del Consiglio comunale Eugenio Sambati, colui che è stato testimone e notaio del protocollo d'intesa, in parte disatteso, tra i sindaci del 2010: Vito Foscarini per Porto Cesareo e Antonio Vaglio per Nardò.
In qualità di ex Presidente del Consiglio Comunale di Porto Cesareo e componente dell’assemblea provinciale del Partito Democratico, desidero esprimere, anche a nome dell’intera cittadinanza cesarina, la profonda amarezza provata nell’apprendere dell’improvviso dietro – front del comune neretino sulla questione della prevista e già finanziata condotta sottomarina che andrebbe a “servire” sia il Comune di Nardò che il Comune di Porto Cesareo.
Ritengo, infatti, che tale presa di posizione non sia assolutamente corretta in quanto perde di vista quello che è l’obiettivo principale che la Regione Puglia e l’Aqp hanno inteso raggiungere attraverso al realizzazione di tale importante opera pubblica e cioè il recupero alla balneazione e il sostanziale risanamento di un intero tratto di costa che va dal confine con la Provincia di Taranto ed arriva sino a ben oltre i confini territoriali del Comune di Nardò.
Alla luce di ciò appare francamente incomprensibile il continuo, ed ormai noto atteggiamento, di gran parte della classe politica neretina, la quale, anziché porsi come motore della crescita e dello sviluppo economico dell’intero arco jonico – talentino, preferisce compiere delle scelte di retroguardia volte a difendere esclusivamente il particolare ed il contingente.
Per contro sarebbe auspicabile, a questo punto, che sia l’Amministrazione Comunale di Nardò che quella di Porto Cesareo si impegnassero, nell’ambito di una logica di sistema integrato, a perseguire, e conseguentemente far finanziare, quelle scelte progettuali quali la realizzazione di un depuratore di ultima generazione per Porto Cesareo, la realizzazione della rete fognaria anche a Sant’Isidoro, come correttamente aveva voluto l’Amministrazione Foscarini, ed, infine, il prolungamento della condotta sottomarina ad almeno a due miglia e mezzo dalla costa.
E’ innegabile che tali scelte progettuali, ove finanziate, consentirebbero un notevole salto in avanti alla crescita - anche ambientale - del nostro territorio, così impedendo di gettare via il bambino con tutta l’acqua sporca.

