NARDO' - "E' vero, come dicono gli amici di Porto Cesareo che il mare è un bene di tutti, e pertanto va tutelato. La logica conseguenza, però, sarebbe che l'amministrazione Cesarina dovrebbe immediatamente ritirare il ricorso al Tar del Lazio in merito all'ampliamento dell'Area Marina Protetta, sempre che non intendano usare, come spesso è accaduto, due pesi e due misure". Scoprite con noi chi pronuncia queste parole. Vi riveliamo solo che è un illuminato ex assessore all'Ambiente.
Per fugare ogni dubbio, e sottrarsi alle possibili strumentalizzazioni, è bene sottolineare che, proprio perché si vuole salvaguardare il nostro mare, il progetto dell'AQP va rivisto. Non è pensabile, al di là di quello che sostengono i tecnici dello stesso Ente e gli amministratori cesarini, che l'enorme quantità di reflui provenienti da due comuni possano confluire nello stesso recapito finale attraverso una condotta di appena un chilometro, che in mare è poco più di niente.
Oltretutto, posta ad una profondità tale che, a nostro avviso, non è sufficiente a garantire lo scambio gassoso e quindi con il serio rischio di risalita in superficie dei reflui.
Non ce ne vogliano i tecnici AQP se non riusciamo a fidarci appieno delle proposte che sulla carta sembrano tecnicamente perfette. L'esperienza, come quella del depuratore di Copertino, impongono molta cautela.
Una seria proposta alternativa potrebbe essere quella di verificare se il depuratore di Nardò, come dovrebbe essere, emette acque affinate già pronte per essere immesse nella vicina rete già efficiente del Consorzio di Bonifica dell'Arneo e destinarle ad uso irriguo. Poi sarebbe necessaria la creazione di bacini di lagunaggio impermeabilizzati, che dovrebbero essere utilizzati come "stoccaggio" delle acque durante il periodo invernale, e di conseguenza lo scarico a mare diventerebbe solo di soccorso.
Porto Cesareo, poi, visto che la Regione già con la delibera n.61 del 2008 (anche se poi rivista per i vincoli dovuti all'AMP), aveva previsto la possibilità di creare due condotte a mare, potrebbe tranquillamente spostare il sito dell'impianto di depurazione, dal momento che il depuratore che si vorrebbe recuperare è fatiscente e comunque la sua collocazione ne impedisce lo scarico a mare.
In ogni caso, i cesarini, prima di salire in cattedra e parlare di tutela dell'ambiente, dovrebbero rispondere positivamente alla recente lettera del Ministero dell'Ambiente che chiede se le posizioni degli Enti interessati all'aggiornamento dell'AMP sono cambiate.
Mino Natalizio

