E’ arrivato Natale. Un Natale dove continua ad aumentare il surriscaldamento globale del nostro Pianeta e non si riesce a fermare la follia delle guerre.
Il nostro Pianeta è sempre più malato a causa di una grave crisi ambientale causata principalmente dall’attività umana e continua ad essere afflitto da numerosi conflitti armati, con oltre 50 guerre attive, che variano da quelle internazionali come Russia-Ucraina e la crisi in Medio Oriente tra Israele e Palestina a quelle interne in tante nazioni, causando immense crisi umanitarie, sfollamenti di massa e usando fame e odio come arma.
Le guerre oltre a distruggere vite umane e infrastrutture contribuiscono anche all’inquinamento atmosferico del Pianeta, alla distruzione degli ecosistemi, alla contaminazione delle risorse idriche e al rilascio di sostanze tossiche con impatti a lungo termine sulla salute pubblica e sulla sicurezza delle popolazioni.
Alla luce di tutto questo mi chiedo cosa possiamo fare per rendere “concreta” l’idea della Pace, farla uscire dall’angolo delle “buone intenzioni impossibili” e farla diventare, con un percorso visibile e possibile, un progetto realizzabile.
Forse al posto di continuare a essere imbrigliati da chi vuole la guerra , lucrare sulle armi e da chi non rinuncia a un individualismo sfrenato utilizzando quotidianamente bassi tatticismi politici e sterili polemiche, potremmo pensare concretamente a risolvere il problema delle carenze e lunghe attese della sanità, garantire i diritti del lavoro, migliorare l’istruzione e la ricerca , promuovere di più la totale parità di genere, avere la consapevolezza che i bassi salari e la mancanza di lavoro fanno fuggire dal Sud Italia ogni anno 134.000 studenti e 36.000 laureati .
Sogno un albero di Natale con appese frasi che aiutino a capire che senza la guerra e in presenza di un nuovo ordine mondiale fondato sulla garanzia dei diritti umani e di un buon stato sociale, si può migliorare la distribuzione della ricchezza, alla faccia di qualche ottuso predicatore fanatico dell’individualismo economico.
Sogno un albero di Natale con appesi messaggi contenenti le parole di Papa Francesco che nello scorso inizio anno, tra gli auguri, lanciò un appello per “ un dialogo con tutti per spezzare la catena dell’odio “ e perché “i diritti inviolabili dell’uomo non siano sacrificati a fronte di esigenze militari “.
Sogno un albero di Natale che dia forti segnali di speranza per il futuro in un mondo dove possa vivere un’umanità capace di scegliere la solidarietà invece della divisione e il dialogo invece della violenza abbandonando la convinzione che “ i buoni siamo solo noi “.
E mi piacerebbe che questi alberi e questi regali arrivassero soprattutto nelle famiglie e nelle aule scolastiche dove si preparano i giovani ad affrontare questa società complessa valorizzando le differenze, orientando il comportamento umano e le decisioni verso il bene comune e si educano a scegliere la solidarietà invece della divisione e il dialogo e la cooperazione invece della violenza.
Non basta mai raccontare un’Umanità partendo dalla Pace e non dalla guerra e iniziare e pensare che dietro ogni bandiera ci sono persone che hanno la stessa voglia di vivere e di amare.
I miei sinceri auguri per un Natale e un Nuovo Anno che ci aiutino a trovare gioia e bellezza per aprire sempre di più le porte alla speranza.
Pantaleone Pagliula















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