Presidente Decaro, come promesso non ti darò tregua fintanto non darai risposte certe al grave disagio che lede direttamente il mio diritto costituzionale alla salute per la totale indisponibilità di date utili presso le strutture sanitarie pubbliche e convenzionate del territorio per effettuare una TAC toracica addominale, un esame diagnostico fondamentale per il mio percorso di cura.
Trovo inaccettabile che un cittadino debba scontrarsi con il blocco delle liste d'attesa per esami di questa importanza. I tempi massimi di attesa devono essere garantiti e, in caso di saturazione delle liste, l'Azienda Sanitaria deve provvedere a garantire la prestazione per via alternativa, ma vedo che per te non è così.
Pertanto credo sia il minimo pretendere una risposta ufficiale e immediata sui motivi di questo blocco e sulle soluzioni tempestive che l'amministrazione intende adottare per sbloccare questa situazione.
Non interromperò le mie sollecitazioni fino a quando non mi verrà garantito il diritto di sapere e, soprattutto, il diritto di curarmi. Il livello di preparazione e di competenza dei nostri medici sicuramente è da fare invidia a qualsiasi altro paese, ma la sanità fa schifo, tutto in mano a voi politici o presunti tali e nella rassegnazione generale si sta consumando la distruzione del Servizio Sanitario.
Prima oltre due anni in lista d'attesa per essere sottoposto ad un esame di polisonnografia, ora con voi nuovi arrivati i Regione, la mancanza di disponibilità per un esame salvavita e delicato come una TAC toracica per lo studio dell'aorta, non avete vergogna?
Tu, come tutti gli altri, presidente di Regione hai il potere di nominare direttori sanitari di ospedali, direttori amminsitrativi delle Unità sanitarie locali e direttori generali. Sai perfettamente che in questo modo si creano sbilanciamenti a favore della fede politica, dal quale sono escluse le reali esigenze dei pazienti, delle strutture, e di chi lavora nella sanità.
Non c’è principio di indipendenza, perciò perché sarebbe bene togliervi la gestione della sanità pubblica alla politica e ridarla in mano ai cittadini e a persone qualificate nella sanità. La sanità pubblica la state smantellando giorno dopo giorno e diventa un lusso solo per chi può permetterselo.
Ognuno di noi lo sperimenta quotidianamente: cittadini, pazienti, operatori sanitari. Pronto soccorso affollati; carenza di medici e personale sanitario; liste d’attesa che si allungano; chiusura di ospedali essenziali per il territorio; presidi ospedalieri svuotati di interi reparti; chiusura di ospedali essenziali per il territorio; punti nascite promesse ma mai realizzate; riduzione di investimenti infrastrutturali e nelle tecnologie diagnostiche.
Ma, nel frattempo, assistiamo ad un progressivo ridimensionamento della sanità pubblica a favore di quella privata: una inesorabile crescita in termini di valore che attualmente è di gran lunga superiore a quella pubblica. Oggi, la salute è un bene esclusivo, la possibilità di cura non è più un diritto universale ma un privilegio riservato solamente a chi può permettersi di pagare.
Un Ssn che non funziona crea differenze in termini di qualità e aspettativa di vita tra poveri e ricchi e genera una inaccettabile disuguaglianza sociale. Bisogna avere il coraggio di prendere una decisione radicale che affidi la sanità pubblica a dirigenti scelti da rappresentanti di medici, rappresentanti del personale sanitario, rappresentanti delle associazioni di malati e di quelle dei consumatori. Nel frattempo, mentre la gente non ha soldi per curarsi, voi non vi private di nulla.
Mino Mazzeo (Nardò)















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