BRINDISI – Il più “vecchio”, un brindisino di 21 anni, è sparito dalla circolazione prima che la polizia gli entrasse in casa, dopo aver visitato il garage diventato una cassaforte e aver scoperto i gioielli. Nascosti tra foto di famiglia i due libri: “Sacra Corona Unita, storia, struttura e rituali” con introduzione del preside della Facoltà di Scienze sociali dell’università del Salento e “Così parlò la camorra”.
I libri sono finiti sotto sequestro assieme alle collanine di perle e d’oro bianco e giallo con brillantino, ai bracciali, agli anelli, agli orecchini e agli orologi trovati in una palazzina nel rione Sant’Elia.
L'altro, 19 anni, pare specializzato nei colpi in trasferta, neanche tanto lontani da Brindisi se è stato beccato a Ostuni prima di puntare l’arma al titolare di una gioielleria.
Che si conoscano o no non sembra rilevante ai fini delle indagini perché per gli agenti della Squadra Mobile, diretti da Francesco Barnaba, a parlare sono i gioielli nascosti nel garage in uso al 21enne, benché non di sua proprietà, né tanto meno dei componenti della sua famiglia. Sono un collegamento, necessario e sufficiente a contestare la ricettazione.
Sono stati identificati dal titolare della gioielleria di Nardò, “Arte Orafa”, svaligiata da due giovani il 4 novembre scorso: uno è stato riconosciuto dall’orefice che ha puntato il dito sulla foto – senza nome – del 19enne. L’altro resta per ora senza identità, ma ha un volto che è già stato tracciato con l’identikit fatto dagli agenti della Scientifica e di conseguenza la sua libertà ha le ore contate.
I due sono irreperibili visto che gli agenti non lo hanno trovato nella sua abitazione né tanto meno nei luoghi di abituale frequentazione.
Curiose le letture dell'uomo: due testi che sono espressione di una letteratura particolare, non nota ai più perché attinente alla malavita e più esattamente alla Sacra Corona Unita, espressione dell’associazione per delinquere di stampo mafioso in terra brindisina, e della Camorra napoletana.
I testi sono stati rinvenuti su uno scaffale nel corso della perquisizione: quello sulla Scu è del 1996 e porta l’introduzione del professore Marcello Strazzeri, ordinario di Sociologia giuridica e della devianza e del mutamento sociale e attuale preside della Facoltà di Scienze sociali dell’Ateneo salentino.
Il 19enne, invece, stando a quanto racconta il suo curriculum scolastico non ha neppure terminato gli studi superiori: è stato sospeso quando era minorenne e frequentava un istituto tecnico perché beccato da un docente a lanciare un petardo in classe.
Ad agosto ha compiuto 19 anni, a marzo ha messo a segno una rapina a Brindisi, puntando alla gioielleria “Epoca” di corso Roma, assieme a un complice: per quel colpo ha patteggiato la pena a due anni e otto mesi, difeso dall’avvocato Mauro Masiello, lo stesso che il 25 novembre lo ha assistito in occasione dell’interrogatorio di convalida dell’arresto per la tentata rapina a Ostuni.
Nel tardo pomeriggio del giorno precedente, lui e altri due ragazzi brindisini sono stati sorpresi dagli agenti del Commissariato della Città Bianca “in procinto” di mettere a segno il colpo nell’oreficeria Pignatelli di via Continelli: ha confessato il possesso dell’arma e ha ammesso di aver rubato una vecchia Fiat Cinquecento usata per raggiungere Ostuni (l’utilitaria risulta di proprietà di un napoletano). Ha spiegato di essere andato in gioielleria per comprare un regalo per la sua ragazza.
















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