NARDO' - Le notizie apparse in questi giorni su qualche giornale online mi riempiono di gioia e mi tranquillizzano.
E’ di qualche settimana fa la notizia che Nardò è stata premiata da Legambiente con le quattro vele, per il suo impegno a favore della condotta sottomarina! ( http://www.portadimare.it/cronaca/12642-intervento-nardo-promossa-anche-quest-anno-le-4-vele-di-legambiente) ... Ma prima le vele non erano cinque? … Ma allora siamo stati promossi o retrocessi? … Vabbe’, sorvoliamo ...
Poi c’è stato il prof. Boero, che è uno dei più grandi biologi marini viventi (l’eccellenza della Facoltà di Biologia a Lecce si deve in gran parte a lui!), che con un articolo ripreso dalla Gazzetta del Mezzogiorno di qualche giorno fa, asseriva, tra le altre, che per evitare la risalita in superficie di reflui fognari provenienti da una condotta sommersa, occorreva che questi sboccassero ad una profondità di almeno 50 metri, sotto il termoclino ( http://www.portadimare.it/cronaca/12752-senza-titolo-il-professore-boero-su-condotta-e-reflui). La notizia non faceva piacere, perché a Torre Inserraglio i – 50 m si trovano a ben più di un chilometro dalla costa.
Dopo poche ore, però, il professore ha rettificato su facebook ( https://www.facebook.com/ferdinando.boero/posts/1093935430621365) che nel caso di Nardò, potrebbero andare bene anche solo – 30 metri. Un sollievo, per chi temeva per l’inquinamento marino di un tratto di costa che va da Santa Caterina fino a Porto Cesareo (a seconda del vento e/o delle correnti). Il professore, in verità, da persona seria e competente qual è (se lo dico è perché lo penso veramente), ha affermato anche altre cose, che meriterebbero una più attenta riflessione, ma non è questa la sede per parlarne.
Quindi è arrivato il manifesto di Legambiente, che benedice la condotta sommersa come la panacea! Stamattina, l’ultima bellissima sorpresa: dal Consorzio dell’Arneo ci dicono che i reflui depurati potrebbero addirittura costituire un surplus (fino al punto da essere difficilmente smaltibili!) rispetto alle riserve idriche già disponibili e richieste per l’agricoltura ( http://www.portadimare.it/cronaca/12759-l-agricoltura-di-nardo-non-chiede-acqua-per-l-irrigazione-e-le-acque-depurate)!
Non potete immaginare la mia sorpresa! La notizia è da portare a conoscenza del Direttivo Nazionale della Società Speleologica Italiana, che da anni predica di non abusare delle acque sotterranee in territori carsici, per non provocare l’inquinamento irreversibile della falda dolce con la risalita di acque salate.
Per chi ne vuole sapere di più, basta digitare su Google “L’acqua che berremo”, per essere informati sulle decine di iniziative, in campo nazionale, che la S.S.I., da anni, promuove per la protezione dei fragilissimi acquiferi carsici. Noi neretini, però, possiamo stare tranquilli. Da noi questo pericolo non c’è, tanto è vero che delle acque depurate non sappiamo che farcene, anzi esse potrebbero addirittura provocare problemi di gestione.
Papa Francesco, benedici questa città, i suoi Amministratori e gli Enti che la servono, perché mettono pedissequamente in atto quanto Tu hai insegnato nella tua ultima Enciclica!
Amen!
Raffaele Onorato
















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