NARDO' - “Minacciavano il mio collega che mi avrebbero ucciso se lui non avesse aperto la seconda cassaforte. Avevo un coltello alla gola con il delinquente che mi immobilizzava alle spalle”.
Il racconto del giovane cassiere del Lidl è terrificante dopo la rapina a mano armata consumata da due malviventi, travisati con mascherine di carnevale, nel grande magazzino di via Magna Grecia nella quale hanno ripulito la cassaforte e chiuso a chiave due dipendenti in un bagnetto.
Hanno agito in due, pochi minuti dopo le 21, attendendo che i clienti uscissero tutti.
Irriconoscibili perché - come nei film - indossano maschere di carnevale di lattice. Uno si sarebbe nascosto forse dietro uno scaffale, l'altro rimane presumibilmente dentro un bagno in attesa del momento propizio. Ovviamente lo si presume perché i due dipendenti se li vedono sbucare davanti all'improvviso quando ormai le porte d'ingresso al supermercato sono serrate.
I delinquenti agiscono con tutta calma: minacciando i due addetti rimasti, un cassiere e un magazziniere, con un coltello per poi rinchiuderli, a giochi fatti, in un piccolo ambiente di servizio. Nel frattempo hanno arraffato dalla cassaforte 7mila euro, l'incasso della giornata.
Una cassaforte, per la cronaca, è soltanto chiusa con la maniglia, senza le mandate di sicurezza: i due l'hanno semplicemente aperta e si son preso i soldi. L'altra è chiusa e gli impiegati non possono aprirla più ma i rapinatori minacciano che sono disposti ad uccidere il cassiere se l'altro non la l'apre. Ma i responsabili non possono farci nulla perché è temporizzata. A quel punto i due malfattori desistono e chiudono i dipendenti a chiave per poi fuggire.
“Parlavano sempre e solo in dialetto – racconta il giovane agli investigatori – ma non di qua, forse del leccese. Erano di normale corporatura ma a causa dell'agitazione ricordo solo una maschera bianca e rossa, di quelle facce brutte che si usano a carnevale per spaventare le persone. Mi sembravano drogati e pericolosi. Nulla a che vedere sulla squadra super-organizzata che ci ha rapinato nel maggio 2010”. In quell'occasione una banda di gelidi professionisti portò via 18mila euro.
“Uno me lo sono trovato che gridava e mi afferrava mentre ero di spalle rispetto ai bagni della filiale. L'altro è sbucato all'improvviso da dietro le casse. Erano dentro sin da quando abbiamo chiuso il magazzino perché l'allarme si è attivato solo quando sono usciti e noi eravamo chiusi a chiave nel bagno. A quel punto ho sfondato la porta, certo che se n'erano andati”.
Ad un certo punto uno dei due apre la giacca, per intimidire, e mostra che all'interno, infilate nella fodera, ci sono anche due pistole.
Inutile dire che le indagini, condotte dai carabinieri, sono difficili: la zona all'esterno non è videosorvegliata per cui sarà complicato capire se i delinquenti sono arrivati in auto e quale direzione hanno preso.
















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