LA QUESTIONE MORALE… che forse neppure vediamo! A Nardò.
Mi chiedo se davvero tutti noi che ci stiamo impegnando da mesi in questa campagna elettorale, abbiamo veramente compreso quale sia la situazione politica che stiamo vivendo e quali debbano essere le nostre priorità, nonché gli strumenti con cui affrontare questa tornata elettorale.
Perché è difficile pensare ad elezioni libere e democratiche…in un contesto in cui l’INFORMAZIONE FALSA e spregiudicata del potere ha drogato la mente degli ELETTORI, INCONSAPEVOLI VITTIME delle migliaia di post che in questi anni questo sindaco ha riversato sui social.
In un tempo in cui quasi il 40% si informa di politica attraverso i social, è facile, per chi sa gestire questo strumento, indottrinare con le sue menzogne le sue schiere. Tutti elettori convinti in buona fede di essere diventati esperti di politica. Giacchè PERSINO LE PERSONE PIU’ ACCULTURATE non sfuggono agli effetti di questo tipo di comunicazione, in forza della quale una notizia ripetuta ossessivamente finisce per diventare verità, anche se è una menzogna. E questo non lo dico certo io. Ci sono studi sugli effetti di questo tipo di comunicazione (con cui si crea il nemico da “asfaltare”, si delegittimano gli avversari politici, si ricostruisce una falsa verità dei fatti), che negli anni hanno fatto la fortuna di tanti politici, anche oltre oceano.
E ancora più difficile è scontrarsi con lo SPUDORATO MERCIMONIO DEL VOTO E DELLE CANDIDATURE che ha di fatto vanificato persino l’importanza del “programma” elettorale. A Nardò ormai non si giudica chi governa per la qualità delle sue scelte amministrative, per la sua visione di città, per le priorità che intende perseguire per lo sviluppo e il benessere della propria comunità. Ciò che oggi conta per la maggior parte dei neretini, dopo dieci anni di questa amministrazione, è il ritorno che possono avere dal proprio voto o dalla propria candidatura.
E questo non riguarda neanche più chi nel bisogno è preda dei suoi stessi aguzzini, ma riguarda anche, purtroppo, gente acculturata, imprenditori, professionisti, che pur di avere di più non hanno scrupoli nell’assecondare questa pratica che mortifica la loro stessa dignità.
Eppure (e sembra incredibile) in questa disastrosa situazione di immoralità diffusa e illegalità divenuta normalità, dall’opposizione solo post contro la stessa opposizione, contro chi decide cosa, contro tutto quello che non va bene a ciascuno di noi… fino al fuoco amico contro questo o quel candidato non gradito, dimostrando una totale miopia rispetto al risultato che l’opposizione dovrebbe invece raggiungere e che, in mancanza di un candidato unitario, non può che essere il ballottaggio.
Forse un momento di riflessione (magari staccando per un po’ le dita dalla tastiera), un bagno di umiltà, una seria autocritica da parte di tutti noi che diciamo di avere a cuore le sorti della nostra città, sarebbe d’aiuto.
Maurizio Leuzzi, avvocato ed ex assessore
















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