NARDO'/SARPAREA - "Il tema della Sarparea è stato oggetto di polemiche sin dal primo parere paesaggistico negativo (poi annullato dal TAR), espresso dall’allora Giunta Vendola, per il Piano di Lottizzazione del Comparto n.65 in località S. Isidoro. Alle polemiche ha contribuito non poco, a mio parere, la confusione esistente tra VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), e in questa sede vorrei contribuire ad una maggiore chiarezza con la speranza che ciò si riverberi positivamente sui dibattiti in corso e futuri".
La VAS valuta la coerenza del Piano con le previsioni dei piani territoriali esistenti, quali, ad esempio, il PRG del Comune di Nardò e il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), oltre a fornire prescrizioni sulla successiva fase di progettazione esecutiva dell’opera, con l’intento di migliorare la sostenibilità del Piano, come ad esempio la tutela degli ulivi monumentali, il risparmio energetico, l’uso e gestione delle acque, ecc. Il Piano per la Sarparea, di cui ho curato il Rapporto Ambientale, si trova nella fase della VAS e definisce, come previsto dalla procedura, solo una progettazione di massima.
Una volta superata questa fase si passerà all’elaborazione del progetto esecutivo vero e proprio, con alcune alternative, da sottoporre a VIA, per individuare, descrivere ed eventualmente giustificare gli impatti previsti sull’ambiente. Quindi, mentre la VAS presuppone una progettazione di massima, la VIA, riguarda i progetti esecutivi, definendo soluzioni ottimizzate sotto il profilo dell'impatto territoriale ed ambientale: «dove» e «come» realizzare il progetto. In fase di VIA, e solo allora, si potrà rispondere a domande relative a se, quali e quanti alberi di ulivo non monumentali potranno essere reimpiantati nelle vicinanze. La VIA dovrà anche fornire valutazioni sugli eventuali impatti positivi del progetto quali, ad esempio, gli aspetti occupazionali e l’indotto economico dell’intera area.
La storia del progetto è nota. La Giunta regionale aveva già rilasciato nel 2012, nell’ambito della procedura VAS, parere favorevole motivato al Piano, con alcune prescrizioni riguardanti l’integrazione, nella VAS, di una valutazione di coerenza fra gli obiettivi del Piano e quelli del PPTR.
Il Piano è stato quindi rimodulato in accordo con la Regione, che nel frattempo aveva adottato il PPTR ed effettuato un ulteriore censimento degli ulivi monumentali dell’area, ottenendo nel 2015 il parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, e nel 2016 parere favorevole di Compatibilità Paesaggistica della Regione Puglia. La rimodulazione ha visto modifiche migliorative dal punto di vista della sostenibilità nel pieno rispetto degli ulivi monumentali, riducendo le volumetrie dell’insediamento e col rispristino e la valorizzazione di elementi di valore paesaggistico come muretti a secco e strade. Nell’area con maggiore concentrazione di alberi monumentali è stata prevista la destinazione a verde pubblico sì da promuovere la conservazione e l’immagine paesaggistica dell’uliveto monumentale che assume, per la sua destinazione di uso pubblico, la forma e la sostanza di un parco urbano.
La sequenza è, dunque, prima la VAS, per la coerenza del Piano con gli altri piani vigenti e, poi, la VIA, complementare perché terrà conto delle prescrizioni scaturite dalla VAS stessa, specificatamente per la valutazione degli impatti negativi e positivi relativi all’opera in progetto. E’ così evidente come l’attuale normativa in tema di valutazione ambientale fornisca diversi livelli complementari di informazione e di garanzia partecipata a tutti i cittadini ed ai soggetti competenti in materia di valutazione ambientale.
Ho personalmente notato, e continuo a notare, come in molti dibattiti e in molti interventi sui media queste due fasi purtroppo vengano continuamente confuse e come spesso si chiedano anticipazioni sugli impatti specifici di progetto, oggetto della VIA, durante l’attuale procedura VAS. È evidente ora come queste anticipazioni non abbiano motivo d’essere in mancanza di un progetto definitivo.
Dovrebbe essere, quindi, chiaro a tutti come l’approvazione del Piano non implichi necessariamente di per sé l’autorizzazione a realizzare il villaggio turistico; senza la successiva fase di VIA non ci può essere alcuna autorizzazione in merito. La vera e propria realizzazione edilizia dell’opera ci sarà solo dopo l’eventuale approvazione della VIA del progetto esecutivo.
Prof. Giovanni Zurlini
Ordinario di Ecologia, Università del Salento
Già membro del Comitato VIA regionale
















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