NARDÒ/GALATONE - Nardò e Galatone sempre più vicine, da qualche giorno sono ripresi i lavori per la costruzione del cavalcaferrovia tra le due città. La strada è stata chiusa al traffico, oltre alla sede della stazione centrale rimane possibile raggiungere i terreni agricoli e le attività presenti su quel tratto. Proprio questa chiusura ha creato disagi a decine di automobilisti che, dopo aver ignorato segnali stradali e avvisi, sono arrivati in prossimità dell’attraversamento ferroviario trovandolo stabilmente chiuso.
In tanti, dopo esser tornati indietro, hanno ripiegato sulla vecchia strada che collega Nardò e Galatone, una stradina di campagna stretta e tortuosa. Altri, invece, hanno preferito affidarsi alla statale 101 macinando più chilometri ma con una scorrevolezza decisamente meno snervante.
Nel cantiere si stanno facendo le prove di carico sui pali di fondazione e a breve si completerà la rotatoria in corrispondenza dello svincolo. La chiusura della strada si è resa necessaria perché il traffico che si crea in occasione del passaggio a livello chiuso non avrebbe consentito di lavorare con continuità. Il cavalcaferrovia è un’opera attesa da quasi vent’anni e in questo lungo lasso di tempo, in diverse occasioni, le autoambulanze sono rimaste bloccate dietro le barre del passaggio a livello. Il 20 febbraio del 2017 è avvenuta la posa simbolica della prima pietra alla presenza delle autorità civili e religiose.
Il progetto prevede la realizzazione di un cavalcavia ferroviario che sarà composto da tre campate, di cui una centrale di 30 metri e due laterali di 15 metri, queste ultime per consentire anche il sottopasso alla viabilità di servizio per l'accesso ai terreni limitrofi. La viabilità di servizio si raccorderà con quella principale attraverso la realizzazione di due rotatorie. L'opera è cofinanziata dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, per 3 milioni di euro e dalla Regione Puglia con fondi Cipe del 2011, per 2 milioni e 750mila euro.
Quasi vent’anni di attesa. In tutto questo tempo cosa è successo? I lavori erano già stati aggiudicati nel settembre del 2010, in seguito ad una procedura di gara col criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Gli enti locali, comuni interessati e provincia, però, si sono scontrati con gli interessi dei privati. La macchina amministrativa, rallentata dalle consuete lungaggini burocratiche, più volte si è dovuta fermare di fronte alle procedure legali avviate dai proprietari di immobili interessati dagli espropri.

















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