Cristo nostra Pasqua è stato immolato!
Alleluia
Celebriamo dunque la festa con azzimi di sincerità e di verità
Diletti Figli e Figlie,
amati e benedetti dal Signore vi raggiunga il mio augurio pasquale con le stesse parole di Gesù Risorto ai suoi discepoli: “Pace a voi!”.
Immaginiamo con quale dolcezza e piene di vita queste parole risuonarono alle orecchie degli Undici e di Maria Santissima, a quegli apostoli che ancora attoniti e impauriti erano chiusi nelle mura di quel cenacolo dove il Signore aveva lavato loro i piedi e dato fondamento al memoriale di quella cena che, oggi, per noi è nutrimento di salvezza: l’Eucarestia.
Dopo il silenzio assordante del Sabato Santo, in cui l’assenza del Signore poteva portare i cuori alla rassegnazione, Egli ritorna tra i suoi per offrire la sua pace che è pienezza di ogni bene.
La offre a coloro che lo hanno abbandonato nell’ora della passione come segno di perdono e di speranza e tuttavia mostra le sue ferite, unico segno inequivocabile della sua identità. Il male, può lasciare cicatrici ma se lasciamo che Cristo lo illumini con la sua grazia, allora anche il male può essere redento. Le ferite di Cristo risorto sono il segno del suo perdono, un perdono che da vita e forza ai cuori degli Undici per uscire dal cenacolo, che rischiava di diventare una prigione, per annunciare al mondo che Cristo era veramente risorto, e che la morte, il male non hanno più l’ultima parola sull’umanità. Chi crede, spera e ama in Cristo anche se muore vivrà.
Allora, miei cari figli e figlie, questa pace di Cristo raggiunga tutti i nostri cuori perché tutte le situazioni di dolore, sconfitta, povertà, possano essere illuminate e trovare conforto e speranza.
In questo tempo così tribolato in cui vediamo così vicino a noi le conseguenze di una guerra atroce e fratricida, sentiamo quanto sia vero che lo spirito di Caino possa prevalere in noi. Sentiamo e proviamo angoscia per le vittime innocenti morte sotto le bombe e proviamo pietà per i carnefici.
Non possiamo, tuttavia, dimenticare le vittime innocenti delle tante ingiustizie della nostra terra: le tante famiglie in difficoltà per la mancanza del lavoro, quanti vivono sofferenza nel corpo a causa di malattie e con tanta mortificazione spesso sono costretti a lasciare la nostra terra per andare a curarsi altrove, quanti vivono le ferite della dipendenza dalle droghe, dal gioco d’azzardo, coloro che sono soffocati dall’usura, i giovani disorientati per l’assenza di opportunità. A tutti il Signore oggi offre la speranza della sua pace infondendo il coraggio di aggrapparsi alla vita vera per risorgere con lui. Coraggio!
Ma la pace del Signore può raggiungere anche i cuori di quanti praticano l’ingiustizia: a coloro che sfruttano la vita dei propri dipendenti lavoratori, a quanti vendono morte spacciando droga o promuovendo il gioco d’azzardo, a quanti soffocano i fratelli praticando l’usura o vessando chi lavora onestamente, anche a voi il Signore offre la sua pace! Non lasciate che i vostri cuori siano vinti dallo spirito di Caino. Scegliete il Signore della Vita, convertitevi!
Invochiamo e testimoniamo di aderire alla Pace Pasquale di Cristo, praticando il bene, ricercando la giustizia, preoccupandoci con piena solidarietà di quanti vivono in situazioni di difficoltà, sentiamoci parte attiva della Chiesa di Cristo. La preghiera diventi vita e la vita sia la preghiera con cui rendiamo grazie a Dio per il dono del suo Figlio Unigenito morto e risorto per noi.
Buona Pasqua.
+ Fernando, Vescovo
















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