NARDO' - I primi 76 lavoratori extracomunitari hanno fatto ingresso nel pomeriggio di ieri nel campo di accoglienza di Boncuri, che ha riaperto i battenti per la stagione estiva 2022. Con la definizione degli ultimi aspetti burocratici e logistici, dunque, la “foresteria” è tornata ad ospitare i braccianti impegnati in agricoltura. Il numero degli ospiti verosimilmente crescerà nei prossimi giorni con l’intensificarsi della raccolta di frutta e ortaggi e quindi con l’arrivo di nuove unità lavorative sul territorio.
Ammonta a 300 mila euro il contributo che la Regione Puglia ha messo a disposizione quest’anno per l’operatività del campo. La Regione, infatti, è beneficiaria del progetto SU.PR.EME. Italia della Direzione generale dell’Immigrazione e delle Politiche di integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, approvato dalla Commissione Europea. Il servizio di custodia e gestione della struttura (70 giorni, 24 ore su 24) è stato affidato alla sezione di Novoli (gruppo Nardò) del Corpo nazionale Giovani Esploratori ed esploratrici italiani. Il servizio mensa, invece, è stato affidato alla Fondazione Fare Oggi (braccio operativo della Caritas della Diocesi di Nardò Gallipoli) con sede a Galatone e funzionerà a partire da lunedì.
“In linea con le tempistiche programmate, dettate dagli arrivi dei braccianti extracomunitari sul nostro territorio, – evidenzia il sindaco Pippi Mellone – riapre il campo di Boncuri, baluardo di accoglienza, legalità, rispetto della dignità umana. Questa, ancora una volta, è la dimostrazione concreta della felice collaborazione tra Prefettura, Regione Puglia, Comune di Nardò e altri attori istituzionali e sociali del territorio. La foresteria ha spedito per sempre nel dimenticatoio le tristi rappresentazioni di degrado che hanno segnato la città sino a pochissimi anni fa. Una settantina di lavoratori da ieri sono ospiti nel campo, altri arriveranno nei prossimi giorni, in una cornice di ordine e legalità. Non esiste più, fatti alla mano, il sistema emergenziale che per trent’anni ha vessato i lavoratori e sporcato l’immagine della nostra città”.
Allestita per la prima volta nel 2017, la struttura consta di 80 “casette” con quattro posti letto ciascuna, servite da containers con bagni e docce, oltre a moduli di servizio e un’area per il servizio di ristorazione. Una struttura momentanea pensata e allestita di concerto con la Regione Puglia e la Prefettura, per prevenire fenomeni di sfruttamento e dumping sociale. Il campo ospita i braccianti extracomunitari in regola con i documenti di soggiorno e iscritti nelle liste dei lavoratori del settore agricolo. L’operatività di una struttura di questo tipo, peraltro, ha ridotto fortemente nel corso degli ultimi anni la presenza di fenomeni di illegalità sul territorio e favorito la pacifica convivenza tra i neretini e gli extracomunitari che giungono in città perché in regola con i documenti e quindi autorizzati ad accedere al campo.
















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