NARDO’/PROVINCIA DI LECCE - Palazzo dei Celestini, si è svolta ieri mattina una commissione che ha visto i consiglieri provinciali (sì, esistono ancora) impegnati a discutere della “Circonvallazione di Nardò”. Un’opera strategica che permetterebbe di deviare il traffico, soprattutto dei mezzi pesanti, dal centro urbano neritino. Il problema è che manca un pezzo: il cavalcaferrovia. E non si sa né quando, né come verrà realizzato. E forse non sappiamo nemmeno da chi.
Ad accendere un faro sulla questione è stato il consigliere Renato Stabile. Un decano di Palazzo dei Celestini. Nessuno meglio di lui poteva centrare il problema e avviare l’iter per trovare una soluzione. Impresa che non sembra affatto semplice. Durante l’assemblea, Stabile ha richiesto una relazione tecnica dello stato dell’opera e una relazione economica per capire come sono stati utilizzati i 2 milioni e 772 mila euro inizialmente previsti (con delibera del 2015) per il suo completamento.
Al momento, ricordiamo, alla circonvallazione manca solo un pezzo: il sovrappasso ferroviario. Il resto è stato realizzato ed è normalmente utilizzato. Nardò sembra confermare uno scarso feeling con i cavalcaferrovia. Basti pensare all’odissea burocratica dell’opera realizzata tra Nardò e Galatone. Per la circonvallazione che unirebbe la strada per Avetrana alla statale 101 (la Lecce-Gallipoli), dal 2015 ad oggi ci sono stati diversi intoppi, tra contenziosi, ritardi e “interferenze con le reti Telecom, Enel e Consorzio di Bonifica dell’Arneo” come riportato nella transazione da 410mila euro tra la ditta incaricata e la Provincia di Lecce.
Presenti i due attuali consiglieri provinciali neritini Ettore Tollemeto e Gabriele Mangione ma anche i due ex-rappresentanti dell’assise provinciale Giovanni Siciliano e Daniele Piccione.
I neo-consiglieri Tollemeto e Mangione, nei loro interventi, hanno sfoggiato ottimismo circa la possibilità che il cantiere venga presto riaperto e che l’opera possa completarsi in tempi brevi, rinnovando la loro totale fiducia nell’operato del presidente Stefano Minerva. Rimane un mistero cosa abbia fatto di concreto l’Amministrazione provinciale guidata dallo stesso Minerva negli anni precedenti.
Più pragmatico l’ex-consigliere provinciale Giovanni Siciliano: “non mi lascio andare a facili entusiasmi sulla data di completamento dell'opera. Tengo a puntualizzare, inoltre, che la questione era dormiente e solo grazie a qualche articolo di stampa dell'avvocato Giuseppe Felline, subcommissario del Pd di Nardò. Ribalta mediatica recepita dal consigliere provinciale Renato Stabile. I componenti dell’attuale consiglio provinciale insediatosi due mesi fa non hanno alcuna responsabilità né in male né in bene sulla vicenda, ma se responsabilità vi sono sicuramente non possono non appartenere alle amministrazioni provinciali dal 2018 ad oggi”.

















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