NARDO' - La casta dei meta-architetti tuttologi è rimasta zitta e muta, come prevedibile. Ma un ingegnere neritino ci dice la sua. Ed è cosa buona che si parli di eventi che riguardano tutta la città e quei processi decisionali che andrebbero condivisi e non affidati alla volontà di un singolo, dell'uomo solo al comando. Al quale l'ingegnere rivolge un accorato appello: come hai deciso la demolizione puoi deciderne il recupero per finalità sociali straordinarie.
Non posso che condividere incondizionatamente la mobilitazione intrapresa dagli illustri professori di architettura di Roma, Venezia e Bari volta a scongiurare la demolizione del fabbricato “Gerontocomio Comunale di Nardò” che il sindaco Mellone è determinato a far eseguire in quanto trattasi, a suo dire, di “mostro di cemento”.
Ho seguito i lavori di costruzione dell’edificio, in qualità di Direttore Lavori, a più riprese dal 1977 al 1993
ed ho avuto modo quindi di poter apprezzare appieno la qualità architettonica e funzionale del progetto redatto dall’arch. Raffaele Panella, che ho avuto il privilegio di conoscere ed incontrare più volte nel suo studio di Roma per la definizione di vari dettagli costruttivi che la complessa opera prevedeva.
Si trattava di un’opera che al di là dell’indiscusso valore architettonico aveva anche un enorme valore sociale in quanto prevedeva:
- - Centro di assistenza permanente con caratteristiche di servizio “aperto” a tutte le persone anziane sane della città;
- - Complesso di attrezzature ricettive per anziani non autosufficienti o scarsamente autosufficienti;
- - Complesso di mini alloggi per anziani completamente autosufficienti.
Un progetto quindi veramente lungimirante, redatto oltre cinquanta anni fa, con soluzioni planimetriche innovative e tutt’oggi pienamente funzionali, che già metteva a fuoco ed affrontava il crescente problema sociale dell’assistenza e cura degli anziani, anticipando anche il ruolo delle attuali R.S.A..
Purtroppo durante il corso dei lavori si verificarono tutta una serie avvenimenti che ne pregiudicarono il regolare andamento e completamento (morte improvvisa del titolare dell’impresa appaltatrice, Lupo Cesario Antonio da Casarano, controversie fra eredi con conseguente fallimento dell’impresa, rescissione di contratto, ecc.).
I lavori ripresero a singhiozzo con vari Progetti Stralcio ogni qualvolta che le varie Amm/ni Comunali che si sono succedute riuscivano a reperire contributi dall’allora Cassa Depositi e Prestiti, sempre parziali e mai sufficienti a portare a compimento l’opera.
Anche se non ultimato il fabbricato con gli ultimi lavori eseguite nel 1993 era completo della gran parte di tutte le opere di finitura e degli impianti tecnologici.
Da allora però si è lasciato, colpevolmente, l’edificio in completo stato di abbandono, malgrado le numerose sollecitazioni anche da parte del sottoscritto perché si provvedesse ad un adeguato servizio di guardiania.
Abbandono che ha consentito che il fabbricato venisse per decenni saccheggiato e vandalizzato con grande spregio e noncuranza del lavoro eseguito e dell’enorme sperpero del denaro pubblico impiegato.
Ora però il sindaco Mellone ha una grossa opportunità per dimostrare che le sue capacità amministrative, non si limitano quasi esclusivamente alla realizzazione di piste ciclabili, rotatorie, tori, e quant’altro, e, abbandonando la facile e scellerata soluzione della demolizione si adoperi per dare alla città, che dice di amare tanto, una struttura altamente gratificante dal punto di vista architettonico ma ancor di più di enorme valore sociale quale può essere una moderna R.S.A. con annesso centro “aperto” a tutti gli anziani di Nardò.
Ciò è possibile perché, come detto, la struttura ha una funzionalità tale che tutt’oggi può possederne i requisiti e le caratteristiche anche in base agli standards attuali, ed il sindaco Mellone ha dimostrato di avere la capacità di reperire le risorse economiche necessarie a portare a compimento l’opera, questa sì che gli farebbe lasciare un segno tangibile del suo governo della città di Nardò.
(Aldo Leuzzi, ingegnere)
















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